ARRIVA UN BASTIMENTO CARICO DI EURO A KIEV
Il Parlamento europeo ha approvato il prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina per il 2026 e il 2027 … e io pago …
Il prestito a Kiev è stato approvato dall’Eurocamera con 458 voti a favore, 140 contrari e 44 astenuti. Parteciperanno al finanziamento 24 paesi mentre l’Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca si sono chiamate fuori. Come è noto infatti i tre paesi dell’est Europa avevano deciso di non partecipare alla sottoscrizione del prestito a Kiev che è stato approvato con maggioranza qualificata.
Secondo i dettagli dell’organismo, 30 miliardi di euro saranno incanalati come aiuto macrofinanziario o sostegno di bilancio attraverso il meccanismo per l’Ucraina dell’UE, mentre 60 miliardi di euro saranno utilizzati per rafforzare la difesa del paese e acquistare attrezzature militari, principalmente nelle industrie di difesa dell’Ucraina, dell’UE e dei paesi dello Spazio economico europeo, Trump permettendo.
Il finanziamento, probabilmente a fondo perduto dato che Kiev non sarà mai in grado di restituire il debito, sarà finanziato dall’emissione congiunta del debito dell’UE e i costi del servizio del finanziamento saranno coperti con i bilanci annuali del blocco. Si specifica che l’Ucraina sarà responsabile del rimborso del capitale del prestito nel caso in cui riceva “riparazioni” dalla Russia, un’idea che è sempre stata fermamente respinta da Mosca.
In ogni caso il finanziamento è a tasso zero per l’Ucraina, ma non per l’Unione Europea, infatti gli interessi saranno coperti dai paesi che hanno aderito al prestito. Italia sovranista compresa.
Ora si prevede che anche il Consiglio europeo adotti formalmente l’iniziativa in modo che la Commissione possa erogare il primo pagamento all’inizio del secondo trimestre dell’anno. (RT)
A Kiev si staranno strusciando le mani, sta arrivando un bastimento carico di denari pronti per essere spartiti tra le ballerine, i giocolieri e i saltimbanchi del circo di Zelensky.
Intanto il Financial Times ha pubblicato la notizia che Zelensky starebbe per annunciare la data delle prossime elezioni presidenziali in Ucraina e del referendum popolare sul piano di pace con la Russia che dovrebbe svolgersi entro il 15 maggio dopo le insistenti pressioni della Casa Bianca. Prontamente da Kiev però è arrivata una categorica smentita, non ci saranno ancora elezioni anche perché il Parlamento ucraino non ha ancora approvato alcuna legge per la celebrazione di elezioni durante la legge marziale ancora in vigore nel paese.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

