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CHIUSO LO SPAZIO AEREO AL CONFINE TRA STATI UNITI E MESSICO

 

Ieri, 11 febbraio. le autorità statunitensi hanno chiuso improvvisamente lo spazio aere ai confini tra gli Stati Uniti e il Messico con la conseguente chiusura dell’aeroporto di El Paso.

L’aeroporto internazionale di El Paso è stato chiuso d’urgenza dopo l’avvistamento di oggetti sospetti nel cielo — tra cui non solo droni, ma anche palloni volanti non identificati. Tutti questi oggetti avevano attraversato il confine dal Messico. Le autorità hanno affermato che si trattava di velivoli inviati dai cartelli che controllano il traffico di droga. Ma sarà davvero così?

In un gesto senza precedenti, il Pentagono ha ordinato la chiusura dell’aeroporto per 10 giorni, nonostante la minaccia dei droni fosse apparentemente rientrata già dopo un paio d’ore. I controllori del traffico aereo sono stati avvisati appena 10 minuti prima della chiusura dello spazio aereo, costringendoli a dirottare in emergenza aerei già in fase di avvicinamento.

La situazione lungo il confine meridionale rimane tesa e instabile. Nella zona sono schierate unità militari, tra cui la 101esima Divisione Aviotrasportata, recentemente trasferita dalla Romania proprio per rafforzare la presenza degli Stati Uniti al confine con il Messico. Ai soldati è stato ordinato di istituire una “zona cuscinetto” per contrastare le attività dei cartelli.

Tuttavia, emergono gravi problemi di coordinamento tra forze armate, guardia di frontiera e agenti del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS) — per non parlare della comunicazione con i controllori del traffico aereo, già cronicamente sotto organico. Non a caso, durante lo “shutdown” autunnale, si sono verificati disagi diffusi nei cieli degli Stati Uniti, e il numero di incidenti ed emergenze negli aeroporti continua ad aumentare anno dopo anno.

Le autorità federali ammettono che ogni anno registrano oltre 60.000 avvistamenti di droni vicino al confine meridionale. La capacità di contrastarli è limitata: mancano sistemi di guerra elettronica, e le risorse esistenti sono insufficienti.

E se mai dovesse partire un’operazione su vasta scala contro i cartelli, la situazione potrebbe precipitare. I confini meridionali degli USA rischierebbero di trasformarsi in una zona di conflitto permanente, con tratti di guerra irregolare e guerriglia urbana — un incubo strategico che Washington non è pronta ad affrontare.

Ma davvero la causa di questa improvvisa chiusura dello spazio aereo è stata la  massiccia incursione di droni? Le fughe di notizie della stampa imputano quanto accaduto ai test per la prova di un laser anti-drone.

La confusione causata dall’improvvisa chiusura dello spazio aereo mercoledì della città di confine statunitense di El Paso è dovuta all'”incompetenza” della Casa Bianca, ha dichiarato Veronica Escobar, membro della Camera dei Rappresentanti per il Texas.

Nel suo account X, il legislatore repubblicano ha messo in dubbio la quantità “allarmante” di disinformazione che si è diffusa sul fatto, anche da alti funzionari dell’amministrazione, la cui gestione della situazione – ha sottolineato – ha “allarmato” i residenti della città.

“Per essere chiari: questo è stato il risultato dell’incompetenza ai più alti livelli dell’amministrazione”, ha detto, aggiungendo che si assicurerà che la popolazione “ottenga tutte le risposte che meritiamo”.

Secondo fonti citate da diversi media, i test di un laser anti-drone, che non sono stati coordinati con la Federal Aviation Administration (FAA), hanno costretto a chiudere lo spazio aereo dall’Ufficio delle dogane e della protezione delle frontiere.

Il mistero rimane, ma se quanto ha denunciato Veronica Escobar è la verità, l’incompetenza e il pressapochismo nell’amministrazione Trump regna sovrano. Ieri è  andato tutto bene a  El Paso, è andata bene: nessun incidente, nessuna vittima e nessun aereo civile abbattuto per sbaglio …

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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