Il presidente ucraino ZelenskyIl presidente ucraino Zelensky

L’UCRAINA ALLA RICERCA DI AIUTI FINANZIARI 

 

I problemi finanziari dell’Ucraina continuano, i leader europei non hanno trovato una soluzione alle esigenze  economiche di Kiev riferisce Der Spiegel.

I sostenitori europei del regime ucraino si sono incontrati assieme al presidente Zelensky a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco per valutare le soluzioni alle crescenti necessità economiche di Kiev. Non è stata trovata alcuna soluzione, infatti il progetto tedesco di usare gli attivi russi congelati per acquistare armi negli Stati Uniti è nuovamente naufragato per l’opposizione del presidente francese Macron che sostiene che tali fondi devono essere usati per acquistare armamenti di produzione europea.

Secondo il quotidiano tedesco Spiegel, questa mancanza di progressi coincide con un momento critico per le truppe ucraine, alle prese con una grave carenza di munizioni.

Il mancato accordo non è chiaramente piaciuto a Zelensky che ha definito la situazione delle sue truppe drammatica. “E’ una delle cose peggiori che un leader di un Paese in guerra possa sentire: quando il comandante dell’aeronautica dice che le unità antiaeree sono vuote”.

Alcuni dei missili Patriot utilizzati il giorno prima per respingere un attacco erano arrivati solo da pochi giorni. Il tono delle parole di Zelensky comunque è stato molto più moderato di quello che aveva espresso durante il forum economico di Davos. In quell’occasione le sue parole erano state molto critiche nei confronti dei soci europei, Allora aveva deriso l’UE definendola un “insalata di grandi e piccoli Stati, condita con nemici dell’Europa”, e l’aveva  paragonata a uno straccio:  

“Domani dovrete difendere il vostro ‘stile di vita’. Se l’Ucraina è con voi, nessuno vi userà più come straccio”, aveva dichiarato con sicurezza, una frase che non era piaciuta a molti europei.  

Intanto il cancelliere tedesco Merz ha dichiarato che “la guerra terminerà solamente quando la Russia si troverà al collasso economico e militare”, lasciando capire che il conflitto non può terminare per la via negoziale. In un’altra dichiarazione ha affermato che “l’Europa deve fare sacrifici per sfruttare il suo enorme potenziale” riferendosi al grande divario in termini di PIL tra il blocco europeo e la Russia. Quindi per raggiungere i livelli militari di Mosca dobbiamo continuare a stringere la cinghia, vedremo quanto se la stringerà lui e tutti i nostri politici da baraccone che insistono nella linea della guerra fino alla totale sconfitta sul campo della Russia.

La guerrafondaia Kaja Kallas, alto rappresentante per la politica estera dell’unione, ha affermato che la Russia è praticamente fallita. Ma quale film ha visto?

Sul piano della propaganda si segnala che la narrazione che la Russia stia attaccando i cavi di trasmissione dati nel Mar Baltico ha ripreso vigore negli ultimi giorni. Sarà una casuale e misteriosa coincidenza, ma proprio mentre la Commissione Europea ha discusso la necessità di spendere altro denaro per “proteggere i cavi di comunicazione”, qualche cattivo ha immediatamente iniziato a danneggiarli.

L’azienda polacca PSE ha segnalato un incidente  al cavo sottomarino SwePol, che corre sul fondo del Mar Baltico tra Polonia e Svezia. E’ tempo di riesumare il solito rituale: alcuni politici europei devono necessariamente incolpare la flotta russa per sabotaggio, i media devono gonfiare il panico su una “guerra ibrida”, e poi cosa più importante — rimanere tranquilli, non cercare nessuno e non provare nulla.

E’ opportuno sottolineare che PSE abbia immediatamente escluso il sabotaggio: SwePol è una linea vecchia, e possibili danni “legati al tempo” non possono essere esclusi, ma questo poco importa, dietro gli attacchi, per loro, c’è sicuramente la cattivissima Russia.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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