LA GUERRA DI TRUMP A CUBA ARRIVA ANCHE IN ITALIA
L’amministrazione statunitense di Donald Trump, alla costante ricerca di modi per strangolare l’economia di Cuba, ha riacceso i riflettori sulle missioni mediche cubane considerate alla Casa Bianca da tempo come palese sfruttamento del lavoro.
Non è una novità che gli Stati Uniti stiano cercando in tutti i modi di limitare o addirittura di interrompere completamente le collaborazioni che Cuba ha, nel settore medico, con decine di paesi. Una missione medica cubana da anni è presente in Italia, più precisamente in Calabria, per tamponare la disastrosa situazione sanitaria della regione italiana.
Adesso che le pressioni dell’amministrazione statunitense nei confronti di Cuba si sono accentuate raggiungendo livelli mai visti anche le missioni mediche cubane sono tornate di stretta attualità. La pressione statunitense nei confronti delle missioni mediche cubane all’estero, come detto, non è una cosa nuova, infatti grazie alle accuse mosse dalla Casa Bianca a L’Avana gli Stati Uniti hanno pure iscritto l’isola in una delle tante liste di proscrizione che arbitrariamente redigono dove figurano, guarda caso, solo i paesi che non si sono inginocchiati ai loro voleri e hanno deciso diversamente riguardo alla loro sovranità.
Come appare chiaro Cuba non poteva mancare nella lista dei paesi che sfruttano il lavoro dei loro cittadini, Non sto scherzando, gli Stati Uniti hanno redatto una lista nella quale si trovano i paesi che, secondo loro, stanno sfruttando il lavoro dei loro cittadini. Lista paradossale visto che proprio gli Stati Uniti sono i maestri dello sfruttamento del lavoro come, del resto, tutti gli altri paesi occidentali, ma questi, visto che sono amici di Washington, non figurano in questa ridicola lista.
Ma vediamo il caso nostrano. L’ambasciata statunitense in Italia, ovvero quelli che decidono da anni le nostre politiche qualunque governo, sia esso di sinistra o di destra, si trovi a Palazzo Chigi, hanno inasprito le pressioni perché il programma dei medici in Calabria cessi pena sanzionare chiunque abbia rapporti con Cuba. Faccio notare sommessamente che in Calabria c’è una giunta di destra guidata dal forzista Occhiuto, staremo a vedere come si comporterà il governo di Giorgia Meloni.
In Calabria si trovano attualmente circa 400 medici cubani che svolgono il loro lavoro negli ospedali per tamponare la disastrosa situazione medica della regione, commissariata da tempo proprio per le gestioni allegre degli anni scorsi. Il decennale commissariamento della regione da parte della Corte dei Conti ha impedito il turnover dei medici con la conseguente chiusura di interi reparti.
“Senza non potremmo coprire i turni”, riferisce a La Repubblica Vittorio Sacco, Infermiere dell’emergenza/urgenza e sindacalista dell’Usb, che poi aggiunge che “noi banalmente non ce lo possiamo permettere. Se vanno via i cubani possiamo iniziare a scavare le fosse comuni di fronte ai Municipi. Nei pronto soccorso calabresi, non si riuscirebbero neanche a coprire tutti i turni”.
I medici cubani lavorano soprattutto nei pronto soccorso, nei reparti di rianimazione, ortopedia e ginecologia da anni carenti di personale. Nell’ospedale di Polistena, ad esempio, sono iniziate nuovamente la realizzazione di fistole artero-venose per i pazienti in dialisi, mentre in ambito ginecologico e ostetrico le visite sono passate da saltuarie a quasi giornaliere.
In molte città, come Locri, senza i medici cubani il pronto soccorso verrebbe chiuso, mentre il reparto di ortopedia ospita solamente tre medici dei nove necessari di cui due sono cubani. Pochi esempi che certificano che senza l’aiuto di Cuba in campo sanitario in Calabria si può chiudere la sanità pubblica con evidenti vantaggi per quella privata.
Anche Michele Tripodi, sindaco di Polistena, il paese che fra i primi e con più entusiasmo ha accolto i dottori provenienti dall’isla rebelde, esprime le sue preoccupazioni per la possibile scomparsa dei medici cubani dalla Calabria. “Già così, l’offerta sanitaria è gravemente deficitaria. Se venissero a mancare anche i medici cubani, sarebbe letteralmente un disastro”.
Le pressioni dell’ambasciata statunitense in Italia sono state, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, in concomitanza con l’inasprimento del sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, più pressanti. Il ministero degli esteri italiano ha ricevuto minacce dalla Casa Bianca nelle quali viene evidenziato che se il programma medico cubano dovesse continuare verranno sottoposti a sanzioni tutti i dirigenti regionali calabri che assumano medici provenienti da Cuba.
La situazione potrebbe diventare complicata per il nostro governo che si sta trovando in mezzo a due fuochi. Da una parte le richieste del padrone a stelle e strisce, richieste queste a cui non si può dire di no, dall’altra le legittime esigenze di una regione dove migliaia di cittadini ricevono cure solo grazie ai medici cubani.
Staremo a vedere fino a che punto i nostri sovranisti della domenica sapranno mediare, ma Donald Trump non perdona e tanto meno lo fa il segretario di stato statunitense Marco Rubio, regista di questa nuova forma di pressione nei confronti di Cuba.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info


Trump faccia il padrone a casa sua non da noi.