La scuola femminile iraniana bombardataLa scuola femminile iraniana bombardata

ATTACCO ALL’IRAN: CHI E’ L’AGGRESSORE E CHI L’AGGREDITO?

 

E adesso ditemi chi è l’aggressore e l’aggredito? La domanda non è facile retorica, qua ne va della credibilità, ammesso ne abbia ancora, il diritto internazionale.

Con l’ultimo attacco compiuto da Israele e dal suo protettore a stelle e strisce contro l’Iran si è toccato il fondo, ammesso poi il barile abbia davvero un fondo. Nel mezzo dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, nei quali si stava cercando di scongiurare l’attacco militare, Trump e Netanyahu hanno deciso di passare alle maniere forti, le uniche parole che conoscono. I bombardamenti preventivi, come oramai si chiamano le azioni militari unilaterali eseguite dai due compari, hanno colpito infrastrutture governative e militari iraniane, nel mezzo ovviamente anche i civili hanno pagato il fatto di essere nati in quel paese. Sarebbero, al momento, oltre duecento i morti o, come li chiameranno, gli effetti collaterali, e oltre settecento i feriti delle azioni militari. 

Il bombardamento da parte israeliana di una scuola elementare femminile della città di Minab ha lasciato sul terreno almeno 108 studentesse e personale scolastico. Ma non si preoccupavano delle donne iraniane dalle nostre parti? Vediamo quanti ne parleranno nei telegiornali e nei quotidiani. 

Le studentesse morte saranno considerate come i soliti  effetti collaterali poco importanti per i nostri politici che stentano un’altra volta a condannare il bullismo a stelle e strisce condito dal suprematismo ebraico. A Tel Aviv giustificheranno il bombardamento affermando che nella scuola si trovavano terroristi, giustificazione che usano sempre quando a Gaza fanno saltare per aria ospedali o case civili. Lì ci sono sempre affiliati ad Hamas..

Come dicevo tutto questo è avvenuto per la seconda volta nel mezzo dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Lo stesso che era capitato nel giugno scorso quando i soliti due amici attaccarono l’Iran. In questo caso poi l’attacco è avvenuto quando gli iraniani avevano deciso di rinunciare all’arricchimento dell’uranio. Qualcuno pensa ancora che i colloqui avessero avuto davvero il compito di raggiungere un accordo?

L’attacco era stato pianificato da tempo come la data del suo inizio. I colloqui erano solo il mezzo per preparare al meglio l’azione militare e la visita di Netanyahu alla Casa Bianca di alcuni giorni fa era stata sicuramente il momento nel quale tutto era stato pianificato nei minimi dettagli. Oggi Donald Trump afferma candidamente che gli iraniani avevano raggiunto un accordo e poi si sono ritirati e per questo, dico io, avrebbe deciso l’attacco. Ci possono credere solamente gli imbecilli … .

La prima domanda che sorge è come un paese potrà, in futuro, fidarsi di eventuali colloqui con gli Stati Uniti per disinnescare una crisi.

Crisi che in questo caso, come in molti altri,  è stata innescata dai soliti israeliani che non vedono l’ora di cancellare dalla faccia della Terra il governo iraniano. Crisi subito spalleggiata dal pacifista della domenica che gira nelle stanze della Casa Bianca alla ricerca di un successo da sventolare prima delle elezioni di medio termine che si terranno negli Stati Uniti il prossimo novembre.

La cricca israelostatunitense ha colpito ancora. Donald Trump, che per i più smemorati ambisce al Premio Nobel per la Pace, dopo aver bombardato nel giugno scorso proprio l’Iran, dopo aver attaccato il Venezuela e aver rapito il proprio presidente, dopo aver stretto ancora il cappio attorno alla vicina isola di Cuba rea solamente di resistere a ogni tipo di attacco da parte statunitense da oltre sessanta anni, solo per citare alcune delle sue azioni pacifiste, ha deciso di giocare la sua ultima carta per ottenere un po’ di consenso pre elettorale affermando che Teheran dispone di missili che possono colpire l’Europa e, udite udite, pure gli Stati Uniti. Le solite menzogne che nessuno ha il coraggio di smentire.

Adesso però dovremmo finalmente smettere di propinare al mondo intero la narrazione dell’aggredito e dell’aggressore, tanto a noi cara quando parliamo di Russia e Ucraina. Se le regole valessero per tutti allo stesso modo dovremmo emettere una nutrita serie di sanzioni contro Israele e Stati Uniti, fornire gli aiuti militari a Teheran come abbiamo fatto con Kiev. Ma, come appare chiaro da tempo, e come affermava il nostro ministro degli esteri Antonio Taiani “il diritto internazionale vale fino a un certo punto”.

Vale fino a quando è necessario per le nostre guerre, quando siamo noi, e, nel caso degli attacchi di oggi, chi non condanna è responsabile come chi ha iniziato a bombardare. La retorica della presunta intenzione iraniana di dotarsi di armi nucleare è stantia, come stantie sono le ripetute affermazioni di Netanyahu, che per venti anni, ci ha riempito la testa con la tiritera che Teheran è a un passo dalla bomba atomica. Se era a un passo dieci anni fa perché ancora non la dispone? Forse non hanno intenzione di possederla, ma creare una minaccia esistenziale legittima la politica aggressiva nei loro confronti.

Non c’era nessun aggredito e aggressore nella striscia di Gaza, non c’era nessun aggredito e aggressore in Venezuela, non c’era nessun aggredito e aggressore negli altri teatri internazionali dove gli Stati Uniti hanno iniziato guerre. C’era solo il diritto all’autodifesa, il diritto a combattere i traffici di droga, il diritto a riportare la democrazia in qualche paese. Il diritto però in questi casi vale … e come vale …

Tutti si girano dall’altra parte impauriti dagli Stati Uniti, o, più probabilmente, perché tutti guadagnano da questo sistema dove un bullo cerca, con l’uso della forza, di non perdere  la propria supremazia economica. Tutti mangiano al tavolo insanguinato della Casa bianca.

Non posso concludere non citando la dichiarazione della nostra presidente del consiglio Giorgia Meloni che esprime vicinanza ai paesi del golfo per “gli ingiustificabili attacchi” iraniani subiti. 

Insomma il duo guerrafondaio israelostatunitense h bombardato l’Iran violando qualunque regola internazionale, l’Iran in risposta ha attaccato le basi statunitensi nei paesi del Golfo Persico e Palazzo Chigi sa solamente esprimere il suo sdegno per la risposta iraniana, Forse pensavano che a Teheran che lo avrebbero preso in quel posto senza replicare … senza parole …

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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