La petroliera Skylight in fiammeLa petroliera Skylight in fiamme

IRAN CHIUDE LO STRETTO DI ORMUZ 

 

L’Iran ha chiuso lo stretto di Ormuz al traffico delle petroliere dopo che ieri Israele e gli Stati Uniti hanno sferrato l’ennesimo attacco preventivo contro un paese che non si è piegato ai loro voleri.

La prima vittima della chiusura dello stretto di Ormuz è la petroliera Skylight, battente bandiera della Repubblica di Palau, che è stata colpita nei pressi dello stretto per aver tentato di forzare il blocco navale imposto da Teheran.

La nave si trovava a 9,2 km a nord del porto di Jasab quando è stata colpita mentre cercava di attraversare senza autorizzazione lo stretto di Hormuz, rifiutandosi di obbedire agli avvertimenti della Guardia Rivoluzionaria.

I 20 membri dell’equipaggio sono stati evacuati. Almeno quattro persone sono rimaste ferite e sono state trasportate in una struttura sanitaria per ricevere cure mediche, riferisce RT.

Attualmente la petroliera si trova in fiamme a largo mentre oltre un centinaio di imbarcazioni si troverebbero bloccate nel Golfo Persico.

Subito dopo l’attacco alla petroliera Skylight, sono emersi rapporti di attacchi della Repubblica Islamica a due altre navi al largo della costa dell’Oman nello Stretto di Hormuz.

Secondo Reuters che cita il Centro di Sicurezza Marittima dell’Oman, si tratta della petroliera MKD VYOM (precedentemente nota come Dong Ting Hu e Dania), che naviga sotto la bandiera delle Isole Marshall.

I dati del Centro britannico per le operazioni commerciali marittime (UKMTO) confermano l’attacco a una terza nave sconosciuta.

Ieri il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (CGRI) ha annunciato che alle navi era stato vietato attraversare lo stretto di Hormuz, uno dei canali marittimi più importanti del mondo, dove passa oltre il 20 per cento del petrolio mondiale. L’annuncio arriva in mezzo all’escalation delle tensioni in Medio Oriente, dopo l’attacco lanciato sabato dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. Il prezzo del greggio, come era prevedibile è schizzato in alto, viene trattato attualmente intorno agli 80 dollari al barile, vedremo domani all’apertura dei mercati come si posizionerà.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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