TENTATIVI DI ACCORDO O SCUSA PER PREPARARE UN ATTACCO?
Colloqui per raggiungere un accordo o mera scusa per preparare un attacco? Pare proprio che i colloqui per raggiungere un possibile accordo per il pacifista della domenica servono solo per preparare un attacco militare.
Per la terza volta in pochi mesi i colloqui per raggiungere un accordo tra gli Stati Uniti e il paese briccone si sono trasformati nell’occasione per perdere tempo e dare alle forze armate il tempo per preparare un attacco militare. Nel giugno scorso nel pieno delle negoziazioni con l’Iran la Casa Bianca ha attaccato assieme al suo socio israeliano il paese persiano.
Alla fine dell’anno i negoziati con il Venezuela sono serviti per preparare il sequestro di Nicolas Maduro e il bombardamento di varie strutture a Caracas e in altre città del paese sud americano. Gli incontri a Ginevra tra i negoziatori statunitensi con quelli iraniani sono serviti, anche questi, per dare tempo al reuccio della Casa Bianca di prepararsi per gli attacchi di ieri.
Riguardo ai negoziati in corso a Ginevra che hanno preceduto i bombardamenti israelostatunitensi occorre dare notizia di quanto ha riferito il Ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi. Il ministro ha dichiarato che durante gli ultimi negoziati — in cui l’Oman ha svolto il ruolo di mediatore — l’Iran aveva sostanzialmente accettato le richieste statunitensi, inclusa la condizione del «livello zero» per l’accumulo di uranio arricchito.
Poche ore dopo, come sappiamo, , Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran gettando nel cesso tutto quello che era stato raggiunto. Evidentemente a Washington e a Tel Aviv poco importava dell’esito dei colloqui, l’attacco all’Iran era già stato preparato e mancava solo l’ordine di Donald Trump e Israele non attendeva che questo per iniziare a bombardare.
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato le parole del suo omologo omanita, ha dichiarato che “L’accordo era quasi concluso. Abbiamo lasciato Ginevra con la convinzione che lo avremmo firmato al prossimo incontro. Coloro che volevano sabotare la diplomazia hanno ottenuto ciò che desideravano. Ma è stato ancora una volta il signor Trump a dare l’ordine di bombardare il tavolo dei negoziati”.
instaurare un tavolo per condurre trattative con gli Stati Uniti di Donald Trump è il miglior modo per poi essere attaccati, Iran e Venezuela lo insegnano. Nel caso iraniano tutti sostengono che Netanyahu sia stato quello che ha messo sotto pressione Trump e lo ha fatto decidere per l’attacco, sicuramente sarà pure vero, ma allora chi comanda alla Casa Bianca? Israele è certamente l’artefice, ma a Trump l’uso della forza non dispiace. Deve in qualche modo trovare un valido argomento da presentare ai suoi elettori in vista delle elezioni di medio termine del prossimo novembre per nascondere i ripetuti insuccessi sul piano della politica interna.
Bombardare l’Iran uccidendo centinaia di civili è per lui il giusto prezzo che va pagato per cercare di non perdere in modo catastrofico le prossime elezioni. Uccidere più di un centinaio di bambine nella scuola elementare bombardata dai i jet israeliani per lui non è un problema di coscienza, ammesso poi ce l’abbia. A tale proposito occorre ricordare le sue parole nelle quali, mesi fa, dichiarava che avrebbe ridato alle donne iraniane la libertà e la democrazia. Un bel modo per liberarle dalla dittatura iraniana. In effetti le ha liberate uccidendole tutte.
Insomma la bandierina da sventolare prima delle elezioni costerà a centinaia di iraniani la vita. A lui e a quelli che lo spalleggiano non importa un fico secco della libertà e della democrazia in Iran, come non gli è mai importato della democrazia e della libertà in tutti quei paesi che sono stati bombardati dagli Stati Uniti.
E il mondo occidentale, schiavizzato dagli Stati Uniti, si volta dall’altra parte. In fondo siamo stati noi che negli anni abbiamo permesso a Washington di metterci i piedi in testa, gli abbiamo permesso di colonizzarci a modo e oggi ne vediamo le conseguenze. Niente importa a chi ci governa dell’opinione dei propri cittadini, basta assecondare il paese a stelle e strisce, insinuare nelle menti quattro menzogne ben confezionate e il gioco è fatto.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

