Una nave iraniana lancia un missileUna nave iraniana lancia un missile

IRAN: UN PROXY CONTRO GLI STATI UNITI?

 

Immaginiamo per un attimo che Mosca e Pechino nella guerra scatenata dal duo guerrafondaio Trump-Netanyahu abbiano deciso di usare le stesse armi che l’occidente ha usato contro la Russia.

E’ evidente a tutti che l’Ucraina è stata usata dall’occidente come proxy nella guerra contro la Russia, è stata usata come punta di lancia per attaccare Mosca indirettamente già che un confronto diretto Nato-Russia avrebbe portato allo scoppio della terza guerra mondiale.

Adesso l’Iran potrebbe essere il mezzo con cui la  Cina e Russia attaccano indirettamente gli Stati Uniti. Una teoria molto fantasiosa, ma che alcuni segnali potrebbero non renderla così inverosimile. In primo luogo occorre notare che il conflitto che da Tel Aviv, ma soprattutto da Washington, avevano annunciato  doveva durare due o tre giorni si sta prolungando per la risposta iraniana. Alla Casa Bianca non si aspettavano che Teheran attaccasse le loro basi presenti nei paesi del golfo e non si immaginavano che gli attacchi avessero causato danni così pesanti. Al Pentagono avranno sicuramente messo in conto di ricevere missili sulle infrastrutture militari dislocate nei paesi amici, ma non immaginavano di perdere ben sette radar nei bombardamenti.

Gli iraniani hanno imparato a prendere la mira o qualcuno ci sta mettendo lo zampino magari fornendogli aiuto con i satelliti? Sicuramente la seconda ipotesi, e i satelliti li dispongono i cinesi e i russi.

Quindi pensare a un aiuto diretto, ma nascosto, di Mosca e Pechino non è un’idea bislacca. I danni che i missili iraniani stanno infliggendo alle basi militari statunitensi sono una cosa mai vista. Mai gli Stati Uniti avevano, se si esclude l’attacco a Pearl Harbor  del 1941 da parte dei giapponesi, avuto attacchi diretti nelle proprie basi militari, gli iraniani hanno sfatato il mito dell’inviolabilità delle basi statunitensi. Solo un controllo accurato delle direzioni dei missili e le coordinate delle posizioni degli obiettivi potevano garantire  questi attacchi vincenti.

Gli Stati Uniti sono stati quasi accecati dai missili iraniani e per far questo qualcuno li deve aver aiutati perché è impensabile che solo in pochi mesi l’Iran abbia avuto la possibilità di creare un sistema capace di indirizzare con precisione i suoi missili. Poi chi ci dice che la stessa Russia e la Cina non abbiano aiutato a sviluppare i missili che Teheran sta lanciando?

In secondo luogo gli attacchi ripetuti con missili e droni stanno mettendo in serio pericolo le scorte di intercettori nei sistemi di difesa delle basi statunitensi nel golfo. Secondo alcuni calcoli in Qatar i missili intercettori termineranno tra tre o quattro giorni, negli Emirati Arabi in una settimana. Finiti questi missili le basi saranno completamente sguarnite a meno di non usare gli l’aviazione per intercettare i colpi provenienti dall’Iran. L’industria statunitense non è in grado di produrre armi in tempi brevi sia per per rimpinguare le scorte nelle basi, sia per le forniture all’Ucraina.

Pensare che da Mosca e da Pechino abbiano creduto possibile combattere il nemico a stelle e strisce usando le sue proprie armi penso non sia pura fantasia. L’Iran potrebbe essere usato come proxy da Mosca e Pechino per condurre una guerra contro gli Stati Uniti e Israele che si è messo in mezzo. Israele ha creato la narrativa che l’Iran è un paese terrorista e che minaccia la pace nel mondo, hanno trovato in Donald Trump lo stupido che ci ha creduto, o che gli conveniva crederci,   e ha deciso di appoggiare le loro messianiche guerre. A Pechino e a Mosca avranno pensato che se l’Ucraina è stata usata come ariete contro la Russia perché non usare l’Iran contro gli Stati Uniti?

Indebolire gli Stati Uniti significa poi. per la Russia, indebolire pure l’Ucraina. Se le armi finiscono allora anche per Kiev i tempi diventano duri. Non è sufficiente stanziare centinaia di miliardi per armare il regime di Zelensky in modo che la guerra continui all’infinito quando non ci sono armi da acquistare. E ricordo che proprio gli Stati Uniti hanno imposto all’Europa di comprare gli armamenti made in USA che però probabilmente non le avranno neppure per loro.

In terzo luogo, tutti questi attacchi agli amici degli Stati Uniti nel Golfo Persico potrebbero mettere in dubbio la storica amicizia tra le monarchie e Washington. La chiusura dello stretto di Ormuz, gli attacchi alle infrastrutture energetiche come quella di Qatar Energy che ha dichiarato di non essere per almeno un mese in grado di produrre gas liquefatto, stanno facendo perdere milioni di dollari ogni secondo agli sceicchi. Viene messa in dubbio la capacità statunitense di offrire protezione con la conseguente perdita di fiducia negli amici a stelle e strisce che hanno riempito gli arsenali di armi facendosele pagare miliardi di dollari e adesso le scorte sono quasi finite e la protezione dagli attacchi iraniani terminerà con esse. 

Uno sconvolgimento nelle storiche alleanze? Possibile, anche se non ovvio. L’amicizia tra le monarchie e la Casa Bianca potrebbe non essere intaccata se il conflitto durasse pochi giorni, se, invece come ipotizzato da Trump, durasse quattro o cinque settimane, o più, allora qualcosa potrebbe accadere.

Insomma a Pechino e Mosca potrebbero aver pensato che con questa guerra sia possibile mettere in grave crisi gli Stati Uniti, un po’ come avrebbero voluto i paesi occidentali quando hanno usato l’Ucraina. per attaccare il paese euroasiatico. Hanno trascinato la Russia in un conflitto per portarla al fallimento e alla sua successiva conquista. Nel caso iraniano però la crisi è stata creata dagli Stati Uniti e da Israele, la Russia e la Cina avrebbero solo approfittato della situazione creatasi. E Teheran? Ovviamente è stata al gioco. 

In conclusione Donald Trump si è cacciato, seguendo il socio israeliano, in un tunnel dove l’uscita è ancora molto lontana. Questa potrebbe essere l’ultima guerra per gli Stati Uniti, una vittoria consoliderebbe l’egemonia statunitense, indebolirebbe in modo irreparabile Mosca e Pechino, una sconfitta potrebbe rappresentare invece per Washington il collasso totale con tutte le conseguenze che questo potrebbe provocare a livello internazionale.

Non dimentichiamo che Israele, se le cose andassero male, potrebbe anche usare le sue armi nucleari. Se gli Stati Uniti non dovessero vincere con loro cadrebbe pure Tel Aviv, e nella mente di Netanyahu e dei suoi messianici ministri questo non è previsto. Quindi qualcosa di terribile non può essere escluso.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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