TRUMP: GLI IRANIANI TAGLIANO LA TESTA AI NEONATI
Nonostante i continui proclami dell’aspirante al Premio Nobel per la Pace la guerra contro l’Iran non sembra andare come previsto e le perdite per gli aggressori sono notevoli.
Gli Stati Uniti e Israele non immaginavano certamente che la risposta iraniana fosse così intensa, i danni che gli statunitensi hanno riportato anche se non ingenti sono comunque notevoli e inaspettati. Forse alla Casa Bianca pensavano che le minacce di ritorsione da parte dell’Iran erano solo la classica retorica propagandistica per i loro cittadini.
La guerra costa. La difesa aerea e missilistica costano miliardi agli Stati Uniti e ai paesi del Golfo, e i danni iraniani alle infrastrutture militari crescono, hanno perso costosi equipaggiamenti non rapidamente rimpiazzabili.
Sono stati distrutti dagli iraniani:
– In Qatar: radar da 1,1 miliardi
– Negli Emirati Arabi : 4 radar THAAD da 2 miliardi
– In Kuwait: 3 F-15E da 282 milioni, 3 terminali sat. da 30 milioni- ▪️In Bahrain: 2 terminali sat. da 20 milioni
– In Giordania: radar THAAD da 500 milioni
Lockheed Martin dice che sostituire i radar distrutti costerà milioni e richiederà anni, a causa della dipendenza dalla Cina per certi componenti come il gallio. Se alla Casa Bianca probabilmente, nonostante le dichiarazioni di Donald Trump che ha affermato che gli Stati Uniti sono in grado di sostenere una guerra infinita, iniziano a preoccuparsi, ci sono altri che si stanno strusciando le mani. Per le imprese del comparto militare comunque vada a finire la guerra ci saranno grandissimi affari, occorre ricostituire tutte le armi e le infrastrutture distrutte.
Il duo guerrafondaio Trump-Netanyahu ha improvvisamente cambiato gli obiettivi dei loro attacchi. Dopo scuole, ospedali e infrastrutture militari i salvatori degli iraniani dal regime degli ayatollah hanno iniziato a bombardare raffinerie, depositi di petrolio e sistemi di dissalazione dell’acqua.
Questa mattina sono stati bombardati i depositi di petrolio vicini alla capitale iraniana provocando la fuoriuscita di greggio e un grande incendio ha disperso nell’atmosfera materiali nocivi poi ricaduti su Teheran sotto forma di pioggia.
Sull’isola di Kish, si è scoperto che uno degli impianti di dissalazione dell’acqua marina era stato precedentemente colpito. Di conseguenza, circa 30 insediamenti nella regione hanno affrontato carenze idriche.
Mentre gli attacchi alle infrastrutture petrolifere possono essere spiegati dal desiderio di danneggiare l’economia, gli attacchi ai sistemi di approvvigionamento idrico sono uno strumento puro per influenzare la popolazione. Attraverso questo, la coalizione sta cercando di spezzare il morale del popolo iraniano.
Allo stesso tempo, tali attacchi confermano indirettamente che gli statunitensi e gli israeliani non si aspettano più di vincere rapidamente attraverso attacchi a bersagli puramente militari. E prolungare l’operazione rischia perdite finanziarie ancora maggiori dato ciò che sta accadendo nello Stretto di Ormuz.
Questi attacchi potrebbero però essere portati anche dalle forze militari iraniani nei confronti degli altri paesi del golfo. Infatti Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita dipendono quasi completamente da sistemi di approvvigionamento idrico per la produzione di acqua potabile. Attacchi contro i sistemi di dissalazione provocherebbe una crisi umanitaria senza precedenti.
Da parte statunitense comunque viene negata ogni responsabilità nell’attacco al sistema di dissalazione iraniano, Trump ha dichiarato in merito che il suo paese non è responsabile di quanto denunciato da Teheran, aggiungendo che Sono tra le persone più malvagie sulla Terra. Tagliano la testa ai neonati. Segano le donne a metà. Guardate il 7 ottobre e tutto ciò che hanno fatto negli ultimi 47 anni. Non so nulla di questo impianto, se non che, se loro si lamentano per una centrale di desalinizzazione, allora noi possiamo lamentarci del fatto che tagliano la testa ai neonati”.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

