ISRAELE UCCIDE TRE GIORNALISTI NEL SUD DEL LIBANO
“Eliminato”, si legge nel comunicato delle forze di difesa israeliane dopo che hanno ucciso un giornalista del canale libanese Al Manar assieme ad altri due colleghi.
Le forze di difesa israeliane hanno espresso soddisfazione per la morte del giornalista Ali Shuaib a seguito di un bombardamento che hanno effettuato nel sud del Libano.
“Eliminato: per anni, Ali Hassan Shaib ha operato come terrorista della Forza radicale di Hezbollah sotto la facciata di giornalista. Si scopre che il ‘gilet stampa’ era solo una copertura per il terrorismo”, si legge nel comunicato dell’IDF su X.
Ali Hassan Shuaib, corrispondente di Al Manar TV, è morto sabato insieme alla sua collega Fatima Fatouni, corrispondente di Al Mayadeen e al fotoreporter Mohammad Ftouni , quando il veicolo che li trasportava è stato colpito direttamente dalle forze israeliane.
L’attacco delle forze di difesa israeliane è stato compiuto direttamente contro i tre giornalisti che stavano coprendo le azioni militari di Tel Aviv nel sud del Libano.
Il direttore dell’ufficio di Al Mayadeen in Libano Roni Alfa ha definito Fatima Fatouni , un’eroina della parola e del giornalismo arabo e internazionale, e le ha reso omaggio impegnandosi a “rimanere fedeli alla causa della resistenza, della libertà e della sovranità”.
“Ci trasmetteva dalla terra del sud il messaggio di resistenza, libertà e sovranità, e oggi è diventata una martire”, ha aggiunto.
Il corrispondente Ali Hassan Shaib era l’occhio vigile che non riposava mai al confine, documentando con la sua macchina fotografica le sconfitte dell’esercito di occupazione a Kfarchouba e Khardala, è stato obiettivo di tentativi di assassinio da parte israeliana diverse volte a causa del suo lavoro di denuncia.
I rapporti israeliani lo hanno descritto come un “canale di informazione strategico” e una fonte diretta che documentava i fallimenti dell’occupazione in prima linea.
Il quotidiano Yedioth Ahronoth riconobbe che si trattava di una vera minaccia che trascendeva la dimensione giornalistica, con cronache dal campo che “equivalevano ad armi militari”, riferisce Al Mayadeen.
Non è la prima volta che Israele attacca i giornalisti. Numerosi operatori della comunicazione sono stati uccisi o feriti in attacchi israeliani in Medio Oriente, il che ha sollevato domande sul fatto che le forze armate israeliane rispettino il diritto internazionale umanitario. Da ottobre 2023, più di 250 giornalisti sono morti solo nella Striscia di Gaza.
Inoltre, poco dopo che “Israele” ha iniziato la sua guerra contro il Libano, la corrispondente Farah Omar e il cameraman Rabih Maamari di Al Mayadeen sono stati uccisi in un attacco nel novembre 2023.
Allo stesso modo, il 24 settembre 2024, il giornalista Hadi Al Sayyid è caduto martire a causa delle ferite da arma da fuoco alla testa causate da un attacco israeliano.
Ghassan Najjar e Mohammad Reda, anch’essi colleghi di Al Mayadeen, sono caduti martiri in un altro attacco israeliano contro i giornalisti il 25 ottobre 2024.
Negli ultimi tre anni, “Israele” ha ucciso centinaia di giornalisti in tutta la regione del Medio Oriente, nel tentativo di impedire che la verità della sua entità coloniale, sionista e assassina raggiunga il mondo. (RT, Al Mayadeen)
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

