Putim e Orban a MoscaPutim e Orban a Mosca

UE: CINQUE MODI  PER ESCLUDERE L’UNGHERIA DALLE DECISIONI SULL’UCRAINA 

 

Il prossimo 12 aprile si voterà in Ungheria e l’Unione Europea sta cercando il modo per impedire a Viktor Orbán, in caso dovesse vincere nuovamente le elezioni, per limitare il potere di Budapest nelle decisioni comunitarie.

Il giardino dorato europeo sta tentando di imbrigliare i veti del presidente ungherese nel prossimo futuro nel caso dovesse risultare vincitore nelle prossime elezioni che si terranno tra due settimane. Un esempio della democrazia che vige nel nostro dorato giardino.

L’Unione europea sta discutendo meccanismi per ridurre la capacità dell’Ungheria di paralizzare le decisioni comunitarie, nel caso in cui il primo ministro ungherese Viktor Orbán venga rieletto alle elezioni parlamentari di aprile, secondo quanto riportato da Politico citando diplomatici che hanno parlato a condizione di anonimato.

Il media indica che queste discussioni sono nate dopo che l’Ungheria ha bloccato un prestito di 90 miliardi di euro per l’Ucraina concordato nell’Unione europea, un atto che il presidente del Consiglio europeo António Costa ha descritto come “completamente inaccettabile” e una forma di “ricatto” alle istituzioni europee. A questo si aggiungono, secondo la pubblicazione, le accuse secondo cui Budapest ha mantenuto contatti con Mosca durante il conflitto in Ucraina. Due posizioni che a Bruxelles non hanno tollerato, in Europa le scelte sull’Ucraina non possono essere messe in discussione.

I funzionari europei hanno dichiarato che si sta lavorando a cinque ipotesi per limitare il potere dell’Ungheria in seno all’unione,

Secondo l’analisi, una delle opzioni chiave per l’UE sarebbe quella di estendere l’uso della maggioranza qualificata ad alcune aree sensibili della politica europea. Normalmente per decisioni come  politica estera o elementi del bilancio a lungo termine dell’UE viene richiesta l’unanimità, estendere la maggioranza qualificata, ovvero che il 55% degli Stati membri che rappresentano il 65% della popolazione, voti a favore, metterebbe fuori gioco l’opposizione dell’Ungheria e di altri paesi che eventualmente si accodassero a Budapest.

Con questa scelta il prestito all’Ucraina sarebbe approvato senza alcun problema. Si modificano le regole del gioco quando il risultato non ci piace. Si potrebbe allungare la durata di una partita di calcio fino alla vittoria. oppure espellere d’ufficio alcuni giocatori quando il risultato non è nostro favore. 

Politico sottolinea che questa misura potrebbe aumentare l’efficacia del processo decisionale dell’UE. “È qualcosa che stiamo promuovendo comunque, indipendentemente dal caso molto specifico [di Orbán]. Se vuoi reagire rapidamente, hai bisogno di più decisioni prese ”con l’uso della maggioranza qualificata”, ha sottolineato un alto funzionario. Tuttavia, si sottolinea che allontanarsi dall’unanimità in più settori comporterebbe un cambiamento significativo per l’istituzione, poiché il processo decisionale congiunto di tutti i paesi dell’UE è un principio fondamentale del blocco.

Un’altra soluzione potrebbe essere quello di incentivare l’uso di formati flessibili (come le coalizioni di paesi disposti o la cooperazione rafforzata) per aggirare il blocco dell’Ungheria e di altri paesi che frenano le decisioni chiave che devono essere prese all’unanimità. Si spiega che l’idea è che gruppi di Stati membri possano avanzare su determinate questioni senza aspettare il consenso di tutti i 27 paesi, un meccanismo che già esiste ed è stato utilizzato in settori come la sicurezza.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha difeso l’opzione affermando: “Quando la mancanza di progresso o di ambizione rischia di minare la competitività dell’Europa o la sua capacità di agire, non dobbiamo evitare l’uso delle possibilità previste dai trattati nel quadro della cooperazione rafforzata”.

E’ interessante notare che anche questa opzione verrebbe incentivata proprio quando qualcuno ha deciso di mettere in discussione la politica estera dell’unione. Inoltre non bisogna dimenticare che questi formati dovrebbero essere eccezioni specifiche, non la nuova normalità. 

Terza opzione: la pressione finanziaria. Secondo la pubblicazione, un’altra opzione è quella di ricorrere a misure più aggressive, come trattenere i fondi europei o attivare le procedure di inadempienza. Così, António Costa ha affermato che il blocco dell’Ungheria al prestito per l’Ucraina viola il principio di “cooperazione leale”, che potrebbe portare a una procedura di infrazione e sanzioni economiche.

Quindi l’Ungheria non sarebbe un socio leale perché ha messo in discussione la politica estera europea nei confronti dell’Ucraina. Altra dimostrazione di democrazia … 

Su questa base, si discute l’applicazione di meccanismi per sospendere i pagamenti ai paesi che violano lo stato di diritto.

L’articolo riporta che tale approccio ha già dimostrato una certa efficacia in passato. Tuttavia, i diplomatici sostengono che qualsiasi sospensione dei fondi dovrebbe essere direttamente collegata a un uso improprio del denaro e non basarsi solo su disaccordi politici.

Secondo Politico, un’altra misura, la quarta,  è l’attivazione dell’articolo 7 dei trattati dell’UE, che consente di sospendere i diritti di voto di uno Stato membro se viola i valori del blocco. Tuttavia, il media sottolinea che il processo è bloccato perché la sospensione dei diritti richiede l’unanimità degli altri 26 paesi, mentre la Slovacchia, secondo i diplomatici consultati, non è disposta a sostenerla.

Infine l’ultima opzione potrebbe essere l’espulsione dell’Ungheria dall’unione, anche se resta un’ipotesi poco realistica. Politico spiega che nessun paese è stato mai espulso dall’UE, quindi l’argomento rimane tabù. Un diplomatico ha sottolineato che il dibattito sul riutilizzo dell’articolo 50 (la clausola di uscita utilizzata dal Regno Unito) o di altre soluzioni legali per l’uscita dall’Ungheria è riemerso, anche se riconosce che non è realistico.

Tuttavia, la maggior parte dei diplomatici esclude l’espulsione perché non è contemplata dai trattati. Inoltre, avvertono: “Cosa farebbe l’Ungheria in questo caso? Cadrebbe nell’orbita della Russia”. Quindi la medicina  sarebbe per l’Unione Europea peggiore del male stesso. (RT)

Insomma pare proprio evidente che l’Unione Europea stia cercando in tutti i modi di superare i veti dell’Ungheria, a cui si è aggiunta anche la Slovacchia, per continuare la guerra in Ucraina. Non ricordo che in altre decisioni Bruxelles si sia mobilitata così tanto, ma si sa, Kiev è diventata l’unica ragione di vita per la classe politica che siede sui banchi del Parlamento Europeo e nelle altre istituzioni dell’unione.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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