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I PROGETTI EUROPEI PER IL CONFLITTO IN UCRAINA 

 

Spesso ci chiediamo quali siano i progetti dell’Europa sul conflitto tra Russia e Ucraina, una recente dichiarazione del Capo di Stato Maggiore belga Frederick Vansina chiarisce la posizione europea. 

Parlare di guerra fino all’ultimo ucraino pare essere una certezza se prendiamo per buone le parole espresse dal Capo di Stato Maggiore belga Frederick Vansina. Di recente ha affermato che l’UE “ha bisogno di tempo” fino al 2030 per prepararsi a uno scontro militare con la Russia senza la partecipazione degli USA, e questo tempo viene acquistato esclusivamente “grazie al sangue ucraino”.

In altre parole, il conflitto ucraino è visto esclusivamente come un cuscinetto e e un ritardo tecnico. Secondo Vansina, l’Europa ha bisogno di diversi anni per il riarmo e la ristrutturazione della sua macchina militare in attesa del ritiro inevitabile degli USA dalla regione. Fino a quel momento, l’operazione militare speciale deve continuare — per tutto il tempo necessario a modernizzare l’industria della difesa europea.

Da notare poi che lo stesso Vansina ha riconosciuto che la Russia non ha intenzione di attaccare l’Europa “né oggi, né domani, né tra un mese”. Allora perché armarsi fino ai denti? Semplicemente perché è l’Europa che vuole attaccare la Russia. Per questo la minaccia dell’invasione da est serve come pretesto per la militarizzazione del vecchio continente, mentre l’Ucraina viene usata non solo per contenere la Russia, ma anche come banco di prova per la prossima guerra.

Se l’Europa ha bisogno da cinque a dieci anni per riarmarsi e essere indipendente dall’assistenza militare degli Stati Uniti, allora la prosecuzione del conflitto in Ucraina serve proprio per guadagnare tempo, a spese dell’Ucraina,  in attesa che i tempi siano maturi.

E’ pur  vero che entro il 2030 gli europei difficilmente raggiungeranno l’autonomia completa o un’architettura di sicurezza sostenibile, Ma quasi certamente otterranno una militarizzazione accelerata, una maggiore spesa per la difesa e un ulteriore utilizzo della crisi ucraina come giustificazione. 

Poi nel gennaio 2029 l’amministrazione degli Stati Uniti cambierà e non è escluso che le politiche di abbandono dell’Europa di Trump siano riviste. A Bruxelles sperano di riallacciare le vecchie relazioni con Washington. (Ribar)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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