GUERRA IN IRAN: AUMENTI DEI PREZZI E CANCELLAZIONE DI VOLI AEREI
Con l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran e con la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz la situazione economica mondiale è sprofondata nuovamente in una crisi che molti analisti definiscono che sarà più dura di quella del 1973.
Uno dei paesi che ha subito i maggiori incrementi nei prezzi delle materie prime sono senza dubbio gli Stati Uniti che, a differenza di quanto ogni giorno proclama Donald Trump, hanno visto incrementi notevoli in molti beni. Charlie Billo, analista dei mercati finanziari statunitensi, ha pubblicato alcuni dati che evidenziano i rincari di diverse materie prime e beni di consumo negli Stati Uniti dall’inizio della guerra con l’Iran…
– Carburante per aviazione: +70%
– Zolfo: +60%
– Petrolio Brent: +52%
– Olio combustibile: +52%
– Greggio: +48%
– Urea: +48%
– Gasolio: +45%
– Benzina: +40%
– Gas naturale in Europa: +36%
– Fertilizzanti: +23%
– Olio di palma: +12%
– Carbone: +11%
– Frumento: +10%
– Minerale di ferro: +8%
In Europa la situazione non è delle migliori, secondo quanto riferito dal l’Ifo Institut in Germania le aziende denunciano difficoltà nel reperimento delle materie prime necessarie alle loro produzioni.
“Le catene di approvvigionamento sono sotto forte pressione. Il conflitto in Medio Oriente e le restrizioni alla navigazione nello stretto di Hormuz stanno influenzando sempre più le consegne di beni intermedi”, – ha dichiarato Klaus Wohlrabe, portavoce dell’Ifo.
I settori con la maggiore quota di aziende colpite dalla carenza sono:
– 31,1%: industria chimica
– 22,9%: produttori di articoli in gomma e plastica
– 17,2%: produzione di apparecchiature elettriche
– 14,8%: macchinari e impianti industriali
“Circa un quinto del petrolio mondiale transita attraverso lo stretto di Hormuz. Eventuali interruzioni possono ripercuotersi molto rapidamente sull’intera catena del valore, soprattutto quando si tratta di materie prime petrolchimiche”, – ha sottolineato Wohlrabe.
Uno dei comparti che è stato colpito maggiormente dai rincari è quello del trasporto aereo civile, il Financial Times riferisce che molte compagnie aeree hanno cancellato molti voli a causa degli aumenti del jet fuel.
Nelle ultimi due settimane, le compagnie aeree hanno tagliato oltre 2 milioni di posti passeggeri sui voli programmati per maggio e migliaia di collegamenti sono stati cancellati — rileva il quotidiano britannico.
La causa principale è il forte rincaro del carburante per aviazione, il cui prezzo è raddoppiato dall’inizio del conflitto, unito ai difficili approvvigionamenti attraverso lo stretto di Hormuz.
A subire gli effetti più gravi sono state le rotte tra Europa e Asia. La compagnia Lufthansa ha già annullato circa 20.000 voli nel periodo da maggio a ottobre.
Secondo gli esperti, la situazione attuale ha creato un grave squilibrio tra domanda e offerta nel mercato globale del trasporto aereo — sottolinea il Financial Times.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

