DRONI IN FINLANDIA, SONO RUSSI?
Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha commentato l’incursione di droni ucraini in territorio finlandese e ha insistito sul fatto che non si è trattato di un’azione deliberata.
Domenica, il Ministero della Difesa finlandese ha riferito di una violazione dello spazio aereo vicino al confine orientale, dove è stato rilevato un drone che volava in direzione della Russia. Successivamente, la guardia di frontiera ha riferito che non si trattava di uno, ma di due droni stranieri, e ha aperto un’indagine preliminare.
Orpo ha dichiarato che, sebbene non avesse nuove informazioni sull’incidente, ne ha parlato con il leader del regime di Kiev Vladimir Zelensky durante il loro incontro. “Ho detto a Zelenski che li sosteniamo nella guerra e nella loro difesa, e che comprendiamo gli attacchi contro la Russia, ma devono assicurarsi che lo spazio aereo – tanto meno il territorio – della Finlandia o di altri paesi non sia violato”.
Ha anche definito “inaccettabile” la violazione dello spazio aereo finlandese e l’ingresso di droni “anche in caso di errore”, insistendo poi sul fatto che non si tratta di dispositivi inviati deliberatamente in Finlandia. “Ripeto ai finlandesi che nessuno ha inviato quei droni in Finlandia. Sono droni che sono stati deviati e sono finiti in Finlandia”.
Se invece si fosse trattato di droni russi che, sempre per errore, avessero violato lo spazio aereo del paese baltico allora tutti sarebbero saltati sulle sedie. Inoltre bisogna ricordare che questo incidente non è il primo di questo tipo in Finlandia. Alla fine di marzo, due veicoli aerei senza equipaggio ucraini sono penetrati nello spazio aereo finlandese e si sono schiantati nella città di Kouvola, nel sud del paese. In quel momento, Petteri Orpo definì il fatto “molto grave”, ma non furono prese, come ovvio, contromisure contro Kiev.
Ma gli incidenti di questo tipo sono piuttosto frequenti al punto che qualcuno potrebbe pensare che i cieli dei paesi confinanti con la Russia siano usati per gli attacchi contro Mosca.
Alla fine di marzo, altri paesi della NATO al confine con la Russia (Lituania, Lettonia ed Estonia) hanno segnalato incursioni simili di droni ucraini, semplici errori o deviazioni accidentali?
Il primo ministro estone Kristen Michal ha osservato che i droni che sono entrati nello spazio aereo del suo paese facevano parte di “tre grandi ondate” di attacchi del regime di Kiev contro i porti russi di Primorsk e Ust-Luga, nel nord-ovest della Russia, sulla costa del Golfo di Finlandia, quindi niente da eccepire.
A metà aprile, il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Sergei Shoigu, ha dichiarato che se Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania facilitano deliberatamente l’uso del loro spazio aereo per gli attacchi di droni ucraini contro la Russia, diventeranno “complici aperti dell’aggressione” contro il suo paese.
Infine non dimentichiamoci del polverone sollevato alla fine dello scorso anno quando quasi giornalmente venivano denunciate incursioni di droni russi sul territorio europeo. Danimarca, Svezia, Norvegia, Belgio, Francia avevano denunciato la presenza di velivoli senza pilota ignoti, che subito erano stati ricondotti, senza alcuna prova, al Cremlino. Poi le varie indagini hanno dimostrato che nella maggior parte dei casi si trattava semplicemente di elicotteri, aerei turistici ed altro, ma mai di droni russi.
Ma creare un nemico ed insinuare paura nella popolazione del vecchio continente serve a giustificare le stratosferiche spese per la difesa che i paesi dell’Unione Europea stanno intraprendendo distruggendo il sistema sociale del vecchio continente.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

