Il presidente cubano Miguel Diaz CanelIl presidente cubano Miguel Diaz Canel

STATI UNITI: SANZIONI SECONDARIE CONTRO CHI HA RAPPORTI CON CUBA 

 

Il 1° maggio l’amministrazione degli Stati Uniti ha emesso un nuovo ordine esecutivo con lo scopo di asfissiare ulteriormente l’economia cubana con la speranza di far capitolare il governo dell’isola.

Il decreto emesso dall’amministrazione statunitense risulta inusuale nel quadro di questi tipi di documenti, in quanto   elude la menzione dei possibili destinatari delle sanzioni. Un decreto di questo tipo , non si costruisce in un giorno. Ha bisogno di mesi di lavoro, che garantiscano l’impalcatura “legale” per sostenerlo.

La giustificazione di questa ulteriore misura di pressione nei confronti di Cuba è la oramai arcinota minaccia insolita e straordinaria che l’isola rappresenterebbe per la sicurezza degli Stati Uniti e della regione. Si aggiunge poi l’accusa, formulata come sempre senza fornire uno stralcio di prova, che Cuba stia avendo relazioni con “attori malintenzionati ostili agli Stati Uniti”, di a”avere “stretti legami con altri importanti Stati sponsor del terrorismo”, di perseguitare e torturare “oppositori politici”, di essere un ambiente favorevole per operazioni di intelligence straniera. 

Ma il colmo  dell’ipocrisia viene raggiunto  quando affermano che “il regime corrotto di Cuba continua a promuovere la migrazione verso gli Stati Uniti”, come se non fossero il blocco economico, commerciale e finanziario da loro imposto  e la chiusura, da parte statunitense, di ogni via legale per emigrare, le cause di questa situazione.

Leidys María Labrador spiega sul quotidiano Granma che questo ordine esecutivo per la prima volta stabilisce sanzioni secondarie, cioè sanzioni che possono essere applicate contro qualsiasi persona, contro qualsiasi entità, società, ecc., solo per il fatto di compiere atti legati a Cuba, nonostante i suoi interessi negli Stati Uniti, nell’economia statunitense, non abbiano alcuna relazione con il nostro paese. In ciò che significa un passo estremamente aggressivo e senza precedenti nell’applicazione extraterritoriale del blocco contro Cuba.

Bruno Rodriguez Parrilla, durante il suo intervento all’incontro internazionale di solidarietà con Cuba “Per un mondo senza blocco: solidarietà attiva nel Centenario di Fidel”, svolto il 2 maggio a L’Avana, ha sottolineato che l’ordine contiene anche categorie ampie, poco esplicite, che risultano estremamente preoccupanti in quanto si riservano il diritto di definire chi includere o meno all’interno di esse. 

Non viene stilata alcuna lista, non vengono elencate persone o istituzioni con l’evidente scopo di incutere paura ed esercitare pressioni contro chiunque abbia intenzione di avere rapporti con Cuba. 

Logicamente, i settori chiave dell’economia rimangono un bersaglio diretto, come l’energia, l’area militare o la difesa, i metalli e l’estrazione mineraria, la sicurezza e la finanza, ma non significa che siano gli unici, perché nel mirino  delle sanzioni si possono trovare tutti  coloro che forniscono aiuti sostanziali, sostegno finanziario, materiale e tecnologico. In altre parole, chiunque può essere oggetto delle sanzioni, e il risultato è impedire che entrino a Cuba i grandi investitori, ma anche gli aiuti sanitari che la popolazione necessita o, per esempio, una medicina che un bambino malato ha urgente bisogno. 

Perché il blocco è ogni nuovo ordine, ogni misura o strategia che lo amplia, che ne estende la portata, Dagli Stati Uniti  non fanno altro che accentuare la sofferenza di un popolo punito per aver deciso di seguire un percorso politico che non è mai stato visto con piacere dalle varie amministrazioni statunitensi e per questo da combattere senza esclusioni di colpi.

Le nuove misure sono inoltre una chiara interferenza nella sovranità nazionale dei paesi che intendono avere rapporti economici con Cuba perché le sanzioni  secondarie mettono in secondo piano le decisioni dei tribunali dei paesi stessi. Una persona o un’istituzione potrà essere giudicata e resa colpevole di aver violato una legge di un altra nazione, in questo caso quelle degli Stati Uniti, anche se in quel paese non si sta violando nessuna legge nazionale. Ma si sa, allo Zio Sam, poco importa della sovranità delle altri paesi.

Vogliono un soffocamento immediato, non importa se questo costa la vita a milioni di persone, non importa se compromette il futuro di un’intera nazione. Speriamo che la voce dell’impunità non sia quella che si sente più forte, di fronte a un crimine di queste dimensioni, conclude il suo articolo Leidys María Labrador.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info  

2 pensiero su “STATI UNITI: SANZIONI SECONDARIE CONTRO CHI HA RAPPORTI CON CUBA”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *