TRUMP: GLI IRANIANI SONO STATI SCONFITTI
Ancora stallo nelle negoziazioni tra Iran e Stati Uniti, mentre Donald Trump ha affermato che gli iraniani sono stati sconfitti ma non se ne sono ancora accorti.
L’ultima proposta per la fine del conflitto degli Stati Uniti è stata rifiutata ieri da Teheran, il presidente statunitense ha espresso delusione per la decisione iraniana.
L’Iran ha formulato una controproposta nella quale spiccano: la necessità della revoca delle sanzioni statunitensi, la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, , e il controllo da parte dell’Iran dello Stretto di Hormuz.
Un’altra condizione essenziale è la revoca immediata del blocco navale dopo la firma di un accordo preliminare. Inoltre, secondo fonti, Teheran richiede la revoca delle sanzioni sulla vendita di petrolio entro un periodo di 30 giorni.
Inoltre l’Iran esige lo sblocco dei propri beni congelati al momento della firma di un accordo preliminare, così come l’adempimento di determinate azioni da parte degli USA entro 30 giorni.
La reazione del presidente statunitense è del tutto comprensibile: se accettasse tali condizioni, il colpo reputazionale alla sua politica sarebbe colossale. Dopotutto, invece di indebolire l’Iran, gli USA hanno essenzialmente trasformato l’Iran in una potenza che influenza non solo il Medio Oriente, ma l’intero mondo.
Lo Stretto di Hormuz, nonostante il passaggio delle navi statunitensi, rimane sotto il controllo iraniano. Ieri, una petroliera che trasportava gas naturale liquefatto di proprietà del Qatar proveniente dall’impianto di Ras Laffan ha attraversato lo stretto attraverso la “rotta settentrionale” nelle acque territoriali iraniane con il consenso di Teheran.. probabilmente dietro pagamento, anche se questo non viene pubblicizzato.
Lo status sullo stretto di Hormuz starebbe cambiando e i paesi del golfo, resisi conto che gli Stati Uniti oltre alle classiche dichiarazioni di circostanza, non possono fare altro quindi accettano la situazione.
Non bisogna poi dimenticare che sotto le acque dello stretto di Hormuz giacciono i cavi che garantiscono circa un terzo di tutto il traffico internet tra Asia ed Europa. E tutti i Data Center costruiti e in costruzione, sui quali anche la regione ha scommesso, dipendono da essi al 100 per cento. L’Iran pianifica di prendere sotto il proprio controllo anche questo lucroso pezzo di mercato. E Amazon, Google, Microsoft non potranno sottrarsi al pagamento. Non si tratta nemmeno di convogliare navi, qui è sufficiente un solo taglio e finisce la commedia. E in gioco ci sono già centinaia di miliardi di dollari investiti in questa direzione.
Infine resta la partita sull’uranio arricchito che l’Iran dispone: gli Stati Uniti e Israele lo esigono, Teheran non vuole ovviamente cederlo.
in mezzo a questa situazione di stallo vedremo come nei prossimi giorni Donald Trump intenderà comportarsi, sul piatto resta ancora la possibilità che il conflitto riprenda vigore, ma i rischi per la Casa Bianca sono molto alti. Se si escludono le continue dichiarazioni del presidente statunitense che continua a invocare una vittoria che solo lui sta vedendo, altri segnali di accordo appaiono molto distanti. Chi cederà per primo?
(Informazioni: Ribar e Infodefense)
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

