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CUBA: CENSURE E INFORMAZIONE MANIPOLATA 

 

La guerra informativa contro Cuba è sempre stata una costante per coloro che dagli Stati Uniti hanno cercato per oltre sessant’anni di riportare la isla rebelde sotto il loro controllo. Con l’avvento dei social network che permettono, se stai dalla parte giusta, di veicolare contenuti e opinioni a migliaia di persone in tempi brevissimi, questa guerra ha raggiunto livelli fino a pochi anni fa inpensabili. 

Se però le tue opinioni e i tuoi contenuti non sono utili al sistema allora le censure sono all’ordine del giorno. Poi si possono usare siti e profili social per veicolare informazioni false o palesemente distorte per portare avanti una determinata narrazione. Niente di nuovo direte, ma il caso Cuba merita di essere approfondito.

Negli Stati Uniti hanno capito da tempo che giocare con le menti delle persone, in questo caso dei cubani e dell’opinione pubblica mondiale, è assolutamente necessario per portare avanti la narrativa che Cuba è un paese fallito, dove il governo non è in grado di assolvere alle più elementari esigenze della popolazione. Si arriva addirittura a pensare, leggendo i vari articoli che giornalmente pseudo mezzi di informazione che si definiscono indipendenti, che qualcuno nel governo di Miguel Diaz Canel si diverta a vedere i proprio cittadini soffrire. Quindi un’intervento per riportare democrazia e libertà è necessario per Cuba.

Sono stati creati molti siti che hanno sede negli Stati Uniti e ricevono finanziamenti per il loro lavoro direttamente dalla Casa Bianca  per diffondere e manipolare le informazioni su Cuba.  Negli ultimi tempi la crisi energetica è l’argomento principe su questi siti. La situazione nel paese caraibico è oggettivamente molto complessa. abbiamo scritto molte volte dei blackout, della caduta del sistema elettrico nazionale che comporta buio completo per diverse ore. La popolazione resiste, ma ovviamente la pazienza ha pure un limite.

Recentemente alcune manifestazioni sono state registrate a L’Avana e Santiago de Cuba, tutto oro per la propaganda a stelle e strisce. I Vari Cybercuba, ADN Cuba, CubaNet e così via non hanno perso tempo per imputare i motivi delle manifestazioni alla fine della pazienza della popolazione nei confronti del governo. Ovviamente non riferiscono che i deficit energetici che l’isola soffre non dipendono dalla cattiva volontà del governo, che non dipendono dalla voglia di qualcuno a L’Avana di infliggere continue persecuzioni alla popolazione, ma alle sanzioni che coloro che pagano i loro stipendi infliggono al popolo cubano.

Proprio così, questi mezzi di propaganda vivono grazie alle sovvenzioni del governo degli Stati Uniti e per questo ne seguono le direttive. Non si può parlare, come sostengono, di libera stampa. bisogna invece parlare di giornalismo di parte, finanziato per portare avanti la narrazione che Cuba è uno stato fallito. Narrazione che Donald Trump e il suo socio Marco Rubio non perdono mai di ricordare, utilizzando la vecchia e sempre attuale definizione che una bugia ripetuta mille volte diventa una verità.

Le cause delle sofferenze del popolo cubano vengono costantemente negate, non si parla mai del blocco economico, commerciale e finanziario che l’isola subisce dal 1962 dagli Stati Uniti, non si menzionano mai nessuna delle numerose sanzioni che ampliano lo stesso blocco, Se manca il combustibile per il funzionamento delle centrali termoelettriche è colpa del governo che non lo compra, scrivono, si dimenticano ovviamente di ricordare ai lettori che dal 29 gennaio è in vigore un ordine esecutivo di Donald Trump che impone dazi aggiuntivi del 25 per cento a tutti quei paesi che commerciano petrolio e i suoi derivati con l’isola. Quindi appare ovvio che se non c’è il petrolio la colpa non è del governo di Miguel Diaz Canel, ma delle sanzioni statunitensi.

A questo si aggiunge l’ordine esecutivo della Casa Bianca del 1° maggio con il quale vengono bloccati tutti i depositi delle aziende che collaborano a qualunque titolo con Cuba detenuti negli Stati Uniti, Un’altra mossa che intende privare l’isola degli investimenti esteri. Ricordiamo che Donald Trump ha dato un mese di tempo a tutte le aziende straniere per lasciare l’isola, pena l’intervento sui loro beni negli Stati Uniti.

Ma queste sono solo le ultime sanzioni emesse dal pacifista della domenica in senso temporale.

Si legge nella nostra stampa. che riprende le veline dei vari mezzi di informazione statunitensi finanziati dalla Casa Bianca, che il blocco economico, commerciale e finanziario non esiste, e, nel migliore dei casi, quando viene riconosciuto, che tale misura non colpisce la popolazione, ma solamente i dirigenti del governo e del Partito Comunista. Andatelo a dire ai milioni di cubani che sono costretti a cucinare con il carbone perché non c’è corrente elettrica. Andatelo a dire alle migliaia di persone che non possono essere operate per la mancanza di medicine o energia elettrica nelle sale operatorie. Andatelo a dire ai malati oncologici che non possono essere curati perché le medicine che necessitano sono di produzione statunitense e il blocco impedisce il loro acquisto, tanto per citare solo alcuni esempi, ma la lista è lunghissima.

Poi si legge che tutto sommato la situazione non è così difficile, che il blocco esiste solo nella fantasia dei governanti che lo utilizzerebbero solamente per mantenere il loro potere. perché dagli Stati Uniti arriva pollo surgelato. Avete letto bene, il blocco non esiste perché gli amici a stelle e strisce permettono a Cuba di comprare pollo surgelato. Verissimo, il pollo surgelato arriva dagli Stati Uniti perché una licenza speciale del 2000 lo permette pagandolo però in anticipo.

Parallelamente alle notizie false o palesemente manipolate da questi organi di disinformazione troviamo le censure vere e proprie attuate dai social network nei confronti degli account ufficiali del governo. Vengono promosse le notizie pubblicate dai vari siti finanziati dalla Casa Bianca mentre vengono sistematicamente nascoste le informazioni ufficiali. Uno Studio condotto dall’Osservatorio sui Media di Cubadebate condotto da gennaio a maggio sul social X ha rivelato che gli account ufficiali del governo cubano, come quello del Partito Comunista, del Ministero degli Interni, del Ministero della Salute, del Ministero degli Esteri hanno subito delle vere e proprie censure.

L’account del Partito Comunista di Cuba ha avuto un calo del 33 per cento, Ministero degli Esteri meno 35 per cento, Ministero delle Forze Armate 34 per cento, Ministero dell’interno meno 59 per cento, Ministero della Salute 36 per cento e così via. Tutto questo avviene contemporaneamente all’aumento della pressione del governo statunitense nei confronti di Cuba, sia in termini pratici, con l’emissione di nuove sanzioni, sia sotto il profilo mediatico, con l’inasprimento della propaganda informativa e con le censure agli organi ufficiali. Si può tranquillamente parlare di una vera e propria guerra cognitiva nei confronti del governo cubano. 

Le sanzioni hanno lo scopo di asfissiare l’economia del paese, di esasperare la popolazione con lo scopo di portarla alla sovversione, meglio se accompagnata da atti violenti, la propaganda serve a preparare il terreno. 

Un recente rapporto del Centro di ricerca economica e politica, con sede a Washington, afferma che le sanzioni statunitensi, tra il 2019 e il 2024, hanno causato a Cuba un aumento del 148% della mortalità infantile e la morte di almeno 1.800 neonati, riferisce Cubainformaciòn.

Siccome le sanzioni non hanno impatto sulla vita della popolazione, secondo i citati mezzi di stampa che  sostengono, per ovvi motivi, le politiche genocide degli Stati Uniti, queste misure hanno ridotto del 59 per cento le entrate per il turismo sull’isola, del 23 per cento  i servizi medici e del 42 per cento   le rimesse estere.

Insomma tutto fa pensare che l’amministrazione di Donald Trump, affiancata dal socio Marco Rubio, che recentemente ha dichiarato che “i cubani stanno letteralmente mangiando la spazzatura”, dimenticandosi che proprio lui è una delle cause della crisi di Cuba, sia cercare di arrivare a una sovversione interna che porti a un cambio di governo. Per ottenere questo occorre stringere il cappio attorno alla popolazione fino a strozzarla con misure economiche sempre più pesanti fregandosene di quelli che grazie a tali sanzioni soffrono ogni giorno o che perdono la vita per la mancanza di una medicina. Saranno considerati come i soliti danni collaterali necessari per riportare democrazia e libertà nel paese.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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