L’aereo di allarme rapido USA danneggiatoL’aereo di allarme rapido USA danneggiato

IRAN: DISTRUTTI PIU’ DI 40 AEREI DEGLI STATI UNITI 

 

Donald Trump, tra le tante dichiarazioni, ha sempre affermato che il suo paese ha ottenuto risultati senza precedenti nel conflitto con l’Iran, se però si analizzano i dati reali ci accorgiamo che Washington ha subito danni ingenti soprattutto nel comparto areonautico.

Dall’inizio dell’aggressione congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, lanciata il 28 febbraio, almeno 42 aerei statunitensi sono stati distrutti o hanno subito danni, compresi aerei senza equipaggio, secondo un rapporto del Servizio investigativo del Congresso degli Stati Uniti, quindi presumibilmente attendibile più delle affermazioni del presidente statunitense.

Le perdite includono:

24 droni MQ-9 Reaper;

7 aerei cisterna KC-135 Stratotanker;

4 caccia F‐15E Strike Eagle;

2 aerei per operazioni speciali MC-130J Commando;

Un caccia F-35 Lightning II;

Un aereo da attacco a terra A-10 Thunderbolt II;

Un aereo di allerta precoce E-3 Sentry;

Un elicottero di ricerca e salvataggio in combattimento HH-60W Jolly Green II;

Un drone di sorveglianza MQ-4C Triton.

La scorsa settimana, il Pentagono ha rivelato che il costo della guerra contro il Paese persiano ammonta già a 29 miliardi di dollari, precisando che la maggior parte, circa 24 miliardi, corrisponde alle munizioni usate e agli aerei danneggiati o distrutti.

Ora si capisce perché Donald Trump afferma di voler nuovamente attaccare Teheran e poi, il giorno prima dello scadere dell’ultimatum,  dichiara di aver posticipato la nuova aggressione. Forse, al di là delle dichiarazioni offensive necessari per il suo elettorato, la missione nel Golfo Persico ha preso una direzione inaspettata.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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