SONO STANCO DELLE MENZOGNE SU CUBA
sono davvero stanco di ascoltare le dichiarazioni del segretario di stato degli Stati Uniti Marco Rubio e del suo capo Donald Trump su Cuba, sono indignato dal comportamento della maggior parte dei paesi del mondo che avallano, con il loro silenzio, le oramai più insostenibili menzogne che arrivano dalla Casa Bianca.
Sono infuriato dal menefreghismo dei nostri politici quando gli Stati Uniti dichiarano che a Cuba bisogna cambiare il governo e il corso politico dell’isola, come se cambiare dall’esterno un governo fosse una cosa normale. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i nostri governanti se adesso iniziassi a sostenere che nel nostro governo occorre sostituire il presidente del consiglio e tutti i membri del Parlamento con altri solamente perché non mi piacciono.
Ovviamente per portare avanti la narrativa che a Cuba occorre cambiare il governo bisogna creare le condizioni per cui l’opinione pubblica approvi le azioni che portino al tanto agognato cambio. Per questo i vari membri dell’amministrazione di Donald Trump non perdono occasione per ribadire che il paese è fallito e che, per questo, il cambio a L’Avana è l’unica soluzione.
Marco Rubio è in prima linea nel sostenere tali posizioni giustificando le sue dichiarazioni con la solita retorica priva di qualunque approfondimento politico.
“Direi due cose su Cuba. In primo luogo, è uno Stato fallito. Davvero fallito. Voglio dire che il loro modello economico non funzionerà mai. E non funzionerà perché il Paese non è più nemmeno controllato dal governo locale. Cioè, le persone sono sotto il controllo del governo, ma il Paese stesso è controllato da un conglomerato privato — direi, privato-militare — che controlla circa il 70% del PIL del Paese e possiede attività per 18 miliardi di dollari”, ha recentemente detto il segretario di stato.
La solita filastrocca oramai stantia, ma si sa, una bugia ripetuta mille volte diventa una verità. Lo stato cubano sarebbe fallito per l’inefficienza e la corruzione dei suoi governanti che, grazie al gruppo GAE, quello che Rubio definisce “conglomerato privato”, priverebbe il paese delle necessarie risorse finanziarie. Appare davvero paradossale che proprio dagli Stati Uniti arrivi la notizia che a Cuba un gruppo economico starebbe facendo il bello e cattivo tempo sull’isola. Magari un piccolo sguardo alla propria economia non guasterebbe …
Rubio rincara la dose affermando che “le loro centrali elettriche si guastano una dopo l’altra a causa di una gestione cronica, inefficiente e pluriennale e della mancanza di investimenti”. Ma come si fanno a fare investimenti quando il blocco economico, commerciale e finanziario non permette agli investitori stranieri di investire nel paese? Ma questo il grande amico del popolo cubano non lo dice.
Come si possono riparare le centrali termoelettriche quando il blocco impedisce di acquistare all’estero i necessari pezzi di ricambio. E’ di pochi giorni fa la notizia che il governo francese ha bloccato l’invio a Cuba dei ricambi necessari per la riparazione di una centrale. Facile poi dire che le centrali si guastano frequentemente …
Insiste inoltre sul fatto che Cuba “non ha soldi per acquistare carburante”. Sembra che Rubio si sia dimenticato che dal 29 gennaio scorso il suo amico e sodale Trump, probabilmente dopo suo consiglio, ha emesso un ordine esecutivo con il quale impone dazi aggiuntivi a tutti i paesi che commerciano petrolio e i suoi derivati con Cuba. Voglio vedere come è possibile per un paese acquistare petrolio se nessuno glielo vende perché altrimenti scattano le sanzioni.
Poi ci sono le numerose liste di proscrizioni stilate in modo del tutto arbitrario dagli Stati Uniti nelle quali ovviamente la presenza di Cuba è d’obbligo. Lo stesso segretario di stato non ha saputo spiegare perché l’isola compare nella lista dei paesi che patrocinano il terrorismo. Lista nella quale Cuba è rientrata proprio con l’insediamento di Donald Trump per la seconda volta alla Casa Bianca. Forse Rubio dovrebbe chiederlo al pacifista della domenica perché la isla grande è stata inserita nuovamente nella lista. Forse prima della sua comparizione al Congresso si è dimenticato di chiederglielo …
Avete letto bene, Marco Rubio, nella sua apparizione davanti al Congresso, martedì scorso, ha accusato senza prove Cuba di sponsorizzare il terrorismo e di sostenere i “gruppi radicali di sinistra nell’emisfero occidentale”.
In risposta a queste affermazioni, espresse senza fornire alcuna prova, cosa che del resto per gli Stati Uniti è normale, il ministro degli esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla ha commentato su X:
“L’inclusione di Cuba nell’elenco unilaterale dei presunti Stati sponsor del terrorismo è così arbitraria e priva di senso morale, che lo stesso Segretario di Stato degli Stati Uniti non ha argomenti davanti al Congresso di quel paese per sostenere l’imposizione di quella misura criminale”.
Tutte queste dichiarazioni hanno un unico scopo, ovvero “soffocare in tutti i modi possibili l’economia cubana, provocare una crisi umanitaria e promuovere un intervento che può essere anche militare.
Dichiarazioni e affermazioni che, come detto, non vengono suffragate da alcuna prova oggettiva. Ma quando mai gli Stati Uniti, nel tentativo di cambiare il legittimo governo in un paese, hanno fornito prove delle loro accuse? Basta ricordare la provetta agitata all’ONU con semplice borotalco spacciato per armi chimiche che ha preceduto l’invasione dell’Iraq.
Ma difronte a queste dichiarazioni il mondo si gira dall’altra parte, lascia fare agli Stati Uniti ciò che vogliono. Sono dunque stufo di questa giustizia a senso unico imposta dal paese a stelle e strisce e sono disgustato dal servilismo dei nostri governanti incapaci di dire NO, di dire BASTA.
E su Cuba, se si escludono le dichiarazioni di circostanza che condannano il blocco e le sanzioni che ne derivano, nessuno alza un dito. Cuba non ha bisogno solo di solidarietà, ha bisogno di aiuti concreti e di sostegno che porti a una costante violazione delle sanzioni imposte, in modo unilaterale, dagli Stati Uniti. Ma il mondo è pronto a dire di No allo Zio Sam?
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info


Tutto vero però qui la gente non ne può piu, e in tanti sono pronti ad accogliere a Braccia aperte l’invasore. Gli Usa stanno strozzando un popolo ma i governanti cubani non sono in grado di impedirlo e il mondo resta a guardare impotente