LA GRANDE SCOMMESSA DI TRUMP
Quasi ogni giorno Donald Trump rilascia dichiarazioni a effetto: ora annuncia l’ennesimo “affare del secolo”, ora vuole conquistare qualcuno, ora solleva nuovamente la questione della trasformazione di qualche Paese nel 51° stato degli USA. Tuttavia, pochi prestano attenzione al fatto che parallelamente a queste dichiarazioni, sui mercati finanziari sta accadendo qualcosa di insolito.
Si tratta di scommesse — sul calo o sull’aumento del petrolio, così come su piattaforme di previsione politica come Polymarket e Kalshi. I giornalisti hanno registrato almeno cinque episodi in cui, pochi minuti prima degli annunci di Trump sull’Iran, sul mercato sono apparse enormi richieste di vendita di petrolio (il cosiddetto short). Ecco i casi più noti:
– Marzo 2026. 47 minuti prima dell’intervista alla CBS sulla fine della guerra, i trader hanno aperto posizioni short per 7,9 miliardi di dollari; dopo la notizia, il petrolio è crollato del 25%.
– 23 marzo 2026. 14-16 minuti prima del post su Truth Social sui negoziati con l’Iran, sono stati effettuati scambi per 580 milioni di dollari (9 volte il volume normale); il petrolio è sceso dell’11%.
– 7 aprile 2026 — circa 2 ore e 45 minuti prima dell’annuncio della tregua, è stato registrato uno short per 9,5 miliardi di dollari; il calo è stato del 15%.
– 17 e 22 aprile 2026. Simili operazioni “tempestive” per 7,6 miliardi di dollari e 4,3 miliardi di dollari rispettivamente.
Il volume totale delle transazioni sospette ha superato i 35 miliardi di dollari. Inoltre, esistono convergenze indirette di interessi che indicano che Trump stesso e la sua famiglia stanno guadagnando parecchio da questa situazione.
Donald Trump Jr. è un investitore di Polymarket (la piattaforma che permette di scommettere sull’esito degli eventi mondiali) e consulente di Kalshi (il servizio per la previsione dei risultati elettorali). Proprio su queste piattaforme sono state registrate scommesse anomale — ad esempio, una vincita di 436.000 dollari sull’arresto del Presidente del Venezuela un giorno prima dell’operazione reale.
Nel maggio 2026, sullo sfondo delle dichiarazioni di Trump sulla prossima fine della guerra, il suo conto di trading ha acquistato attivamente azioni di compagnie petrolifere e della difesa.
E’ inoltre noto che Jared Kushner, inviato speciale per l’Iran e genero di Trump, ha attratto investimenti miliardari dai paesi del Golfo, che sono direttamente interessati agli alti prezzi del petrolio.
Tutto ciò porta a considerare con notevole scetticismo le dichiarazioni di Trump sulla pace, sui negoziati e sui successi diplomatici. Per lui si tratta, come si suol dire, di affari — e niente di personale. Ora non ha bisogno di costruire qualcosa (come faceva in passato), quando dopo ogni dichiarazione a effetto su un “accordo di pace” lui e il suo entourage guadagnano miliardi.
E anche se a qualcuno alla Casa Bianca venissero dei dubbi sull’insider trading o sulla corruzione, di fatto non c’è nessuno che possa indagare su queste violazioni: sotto Trump, il dipartimento per la lotta alla corruzione del Ministero della Giustizia è stato ridotto da 36 a soli due procuratori. Allo stesso tempo, il numero di casi aperti è sceso da circa 200 a 20. Parte del personale si è dimessa sotto pressione, parte per protesta, gli altri sono stati trasferiti ad altre unità. (Ifodefense)
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

