Il luogo dell’attentato a monacoIl luogo dell’attentato a monaco

UNA DONNA RESPONSABILE DELL’ATTENTATO A MONACO 

 

Le indagini a Monaco sull’attentato all’oligarca ucraino Vadim Yermolayev che ha coinvolto la sua compagna Anna Nasobina e suo figlio di 13 anni hanno rivelato che l’attentatore sarebbe una donna ucraina residente in Germania.

“Secondo le nostre informazioni, una donna di circa 30 anni residente in Germania avrebbe depositato il pacco bomba davanti alla casa dell’oligarca ucraino Vadim Yermolayev”, riporta Le Figaro.

la televisioneBFMTV ha riferito che, 48 ore dopo l’attentato a Monaco, la polizia giudiziaria locale ha identificato il sospetto, si tratta della cittadina ucraina Anastasia Berezovskaya, nata il 26 luglio 1987. Il media ha sottolineato che la donna è stata localizzata in un paese europeo che non è né Monaco né la Francia e che, su richiesta dell’autorità giudiziaria monegasca, è stata attivata una cooperazione internazionale.

La donna sospettata di essere l’autrice dell’attentato  è stata individuata nelle immagini di videosorveglianza di Monaco e Beausoleil, un comune francese confinante con il principato, dal quale avrebbe poi raggiunto l’Italia in con un’auto noleggiata in Germania. Avrebbe raggiunto il comune di Beausoleil a piedi e con l’auto avrebbe varcato il confine.

Anastasia Berezovskaya al momento dell’attentato si sarebbe travestita da uomo indossando un cappello nero, avrebbe eseguito diversi sopralluoghi sul luogo dell’esplosione alcune ore prima. Alcuni minuti prima  delle 21:00 il sospetto ha rilevato la famiglia ucraina nella zona di Plaza de los Molinos, ha deciso di seguirla anticipandola di una decina di metri. Si è diretta verso l’edificio, ha salito i tre gradini dell’ingresso e ha depositato il pacco bomba, ha lasciato poi in fretta il posto. Al momento del passaggio di Anna Nasobina, la compagna dell’oligarca, la donna ha fatto esplodere la bomba con un telecomando, secondo la ricostruzione di BFMTV, che cita una fonte vicina al caso.

Nasobina, figlia dell’ex primo vice procuratore della regione di Dnepropetrovsk, ha subito l’impatto più grave. Ha riportato ferite estremamente gravi che hanno causato l’amputazione parziale di entrambe le gambe. I medici di Nizza continuano a lottare per la loro vita.

Il servizio forense di Marsiglia sta attualmente analizzando i resti della borsa che è esplosa alla ricerca di tracce di DNA.

Gli investigatori francesi sono giunti alla conclusione che l’attacco è stato compiuto sotto commissione e è di natura professionale. Secondo Le Figaro, l’ipotesi del coinvolgimento del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) nell’attacco contro Yermolayev è attualmente la principale pista per gli investigatori.

I media ucraini suggeriscono che i servizi di intelligence cercherebbero di impedire a Yermolayev di tornare in politica, anche se non può essere esclusa l’ipotesi di un regolamento di conti. Inoltre Claude Monique, ex agente della DGSE (intelligence francese) e cofondatore del Centro europeo per l’intelligence strategica e la sicurezza, che ha esaminato a fondo il caso, afferma che Yermolayev “aveva programmato di intervenire nelle ultime settimane davanti al Parlamento europeo per denunciare la corruzione in Ucraina”. Insomma i motivi per la sua eliminazione non sarebbero mancati.

la sospettata dell’attentato a Yermolayev è stata inserita nella lista di ricerca internazionale attraverso l’Interpol, riferisce la radio francese RTL citando la Procura di Monaco.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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