UCRAINA ATTACCA IL GASDOTTO BLUE STREAM
Gli attacchi terroristici al sistema energetico russo da parte dell’Ucraina continuano, il gigante russo del gas Gazprom ha denunciato mercoledì che la stazione di compressione di Krasnodar, nel sud della Russia, che fa parte della catena di approvvigionamento del gasdotto Blue Stream, è stata attaccata da veicoli aerei senza equipaggio di Kiev.
Secondo quanto dettagliato sul loro canale Telegram, l’attacco è avvenuto il 7 luglio alle 19:51 (ora di Mosca) con l’obiettivo di interrompere la fornitura di gas russo alla Turchia. Attualmente i tecnici stanno riparando i danni che il gasdotto ha subito, hanno assicurato.
Questo non è il primo attacco del regime ucraino contro il gasdotto. Tra il 17 e il 19 marzo 2026, un gruppo di quasi 30 droni ha cercato di interrompere l’esportazione di gas attraverso il Blue Stream e il TurkStream, che attraversa il Mar Nero, e garantisce un approvvigionamento energetico affidabile sia per la Turchia che per l’Europa sud-orientale.
Da Mosca hanno avvertito che tali azioni contro l’infrastruttura di esportazione di Gazprom mettono a rischio l’approvvigionamento energetico attraverso le rotte internazionali in un momento dove i mercati energetici globali attraversano gravi difficoltà.
Il gasdotto è gestito da una joint venture tra la russa Gazprom e l’italiana ENI, questi attacchi che potrebbero mettere in serio pericolo l’infrastruttura avrebbero ovvie ricadute anche sul nostro paese. Ci aspetteremmo dunque una condanna da parte del nostro governo che della sovranità nazionale ha fatto la sua bandiera, almeno durante la campagna elettorale, ma si sa, le promesse in campagne elettorali svaporano subito dopo aver vinto le elezioni.
Questi attacchi arrivano proprio nel mezzo del summit della NATO dove la nostra presidente del consiglio Giorgia Meloni conferma a Vladimir Zelensky il sostegno incondizionato al suo paese. Non ci possiamo lamentare poi,
Dopo aver fatto saltare in aria i gasdotti North Stream che collegavano la Russia con la Germania da Kiev, sotto la supervisione degli occidentali, cercano di distruggere anche il collegamento tra Mosca e Ankara.
Blue Stream, lungo 1.213 chilometri, è il primo gasdotto diretto tra Russia e Turchia attraverso il Mar Nero. Ha tre sezioni principali: una di 373 chilometri in Russia, una di 396 chilometri sul fondo del Mar Nero (alcune a profondità fino a 2 chilometri) e un’altra di 444 chilometri in Turchia. Le forniture commerciali di gas naturale russo alla Turchia attraverso questa via sono iniziate nel febbraio 2003.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
