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TRATTENUTI 7000 CONTAINER DESTINATI A CUBA 

 

Il vice primo ministro e ministro del commercio estero e degli investimenti stranieri (Mincex), Óscar Pérez-Oliva Fraga, ha denunciato ieri  all’Assemblea Nazionale del Poder Popular che attualmente si sta cercando di impedire l’arrivo a Cuba di oltre 7.000 container, trattenuti in diversi porti dei Caraibi,, contenenti merci acquistate lecitamente dal paese in conformità con le norme del commercio internazionale.

Pérez-Oliva Fraga ha precisato che questi container contengono cibo per la popolazione, risorse per il programma di trasformazione dell’industria energetica, prodotti necessari all’ammodernamento del sistema idrico nazionale, farmaci vitali per salvare vite umane.

Il vice primo ministro ha ritenuto direttamente responsabili coloro che cercano di impedire l’arrivo di queste merci, coloro che “rimangono impassibili e coloro che si piegano agli interessi degli Stati Uniti permettendo che ciò accada. 

“Volevo cogliere l’occasione per ritenere responsabili coloro che cercano di impedire l’arrivo di questa merce, coloro che rimangono impassibili permettendo che questo genocidio venga commesso e coloro che si piegano agli interessi degli Stati Uniti in questo scopo, responsabili della perdita di vite innocenti”, ha affermato il ministro durante il suo intervento.

“Come se non bastasse l’energico assedio che si sta imponendo al nostro paese, come se non bastasse il genocidio che si sta già commettendo e la punizione collettiva che si impone a tutto il popolo di Cuba, in questo momento si cerca di impedire l’arrivo nel nostro paese di più di 7.000 container”, ha continuato.

Tutto questo accade perché il governo degli Stati Uniti, attraverso sanzioni extraterritoriali, fa pressione su compagnie di navigazione, banche e paesi affinché non commercino con Cuba. Queste ultime per paura di essere sanzionate da Washington  limitano i commerci con l’isola piegandosi ai ricatti dell’amministrazione statunitense.

Impediscono che lo stato acquisti prodotti indispensabili, mentre consentono l’arrivo sull’isola di merci destinate alla distribuzione privata. Un evidente attacco a tutte le imprese statali che ha lo scopo di distruggere il sistema pubblico cubano.

Nella consueta ipocrisia che oramai contraddistingue la politica statunitense il governo a stelle e strisce dice di preoccuparsi” per il popolo cubano, mentre impedisce l’arrivo di cibo e medicine. Parlano di diritti umani violati mentre bloccano l’accesso all’acqua potabile per milioni di cubani, offrono aiuti umanitari e allo stesso tempo bloccano l’arrivo di essenziali merci per il popolo.

Più di 3 milioni di cubani hanno difficoltà ad accedere all’acqua potabile, gli ospedali si trovano senza farmaci per curare i pazienti, l’industria energetica non dispone di risorse e mezzi materiali per modernizzarsi e alleviare i quotidiani blackout, mentre i materiali necessari restano fermi nei porti per volontà degli Stati Uniti che cercano in ogni modo di sovvertire il legittimo governo di L’Avana inasprendo  sempre di  più il blocco economico, commerciale e finanziario all’isola sperando che la popolazione si ribelli. 

La detenzione di questi  container è un chiaro atto di guerra contro la popolazione civile cubana.  

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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