Marco RubioMarco Rubio

MARCO RUBIO: CUBA SUPERPOTENZA DELLO SPIONAGGIO 

 

Il segretario di stato degli Stati Uniti ha definito Cuba una superpotenza dello spionaggio che è riuscita a infiltrare per decenni i suoi agenti nelle sfere più alte dello stato. 

Ha dichiarato che L’Avana avrebbe infiltrato con successo per decenni i propri agenti nelle alte sfere del potere e dell’intelligence degli Stati Uniti.

“Per l’americano medio, Cuba sembra un piccolo paese a 90 miglia dalle nostre coste con una popolazione di nove milioni e mezzo di abitanti. Ma la gente dimentica che, quando si tratta di cose come lo spionaggio e le operazioni di influenza, Cuba è in realtà una vera e propria superpotenza”, ha dichiarato Marco Rubio.

“Se si guarda alla storia dello spionaggio negli Stati Uniti, Cuba è l’unico Paese che ha sistematicamente infiltrato i propri agenti nel nostro sistema, spesso senza nemmeno pagarli. Abbiamo avuto un Ambasciatore statunitense (Manuel Rocha) che alla fine è risultato essere una spia cubana ed è stato condannato non molto tempo fa. Sono penetrati ai livelli più alti della Defense Intelligence Agency: il caso di Ana Belén Montes è stato uno dei peggiori fallimenti dell’intelligence degli Stati Uniti e una delle infiltrazioni più profonde nel nostro sistema di tutta la storia”, continua. 

Ingenuità statunitense o intraprendenza cubana? Probabilmente entrambe. L’ingenuità e la sicurezza di non essere infiltrati da agenti stranieri degli Stati Uniti si è sommata alla proverbiale capacità cubana di proteggere la propria rivoluzione. Cuba ha infiltrato negli anni agenti del controspionaggio nelle alte sfere del potere statunitense per prevenire e sventare le azioni violente che dalla Casa Bianca intraprendevano con lo scopo di sovvertire il governo.

Quando sei sottoposto costantemente ad attentati, azioni violente di ogni tipo e a minacce di invasione in qualche modo devi pur proteggerti. Cuba ha scelto la carta dello spionaggio fin dai primi anni dal trionfo della rivoluzione. Un efficiente sistema ha permesso di sventare numerosi attentati sull’isola. Infiltrare agenti non era per L’Avana, come sostiene Marco Rubio, il modo per destabilizzare gli Stati Uniti, ma l’unico modo per proteggere la rivoluzione. Scoprire in anticipo le azioni dei vari gruppi controrivoluzionari finanziati dalla Casa Bianca era l’unico modo per evitare gli attentati sull’isola.   

Rubio poi si spinge anche più avanti, afferma che “E se parliamo della sfera d’influenza, guardate a tutta l’America Latina: ogni movimento insurrezionale comunista e di sinistra radicale che ha destabilizzato i governi della regione negli ultimi 40-50 anni ha trovato sostegno, aiuto e, in molti casi, la sua stessa nascita nelle operazioni di influenza cubane”.

Queste dichiarazioni hanno evidentemente lo scopo di aumentare la pressione sull’isola, oltre a giustificare l’inasprimento delle sanzioni e convincere l’opinione pubblica e i governi servi degli Stati Uniti che Cuba è una minaccia per Washington e il mondo intero.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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