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DONALD TRUMP LANCIA LA GUERRA ECONOMICA CONTRO L’IRAN 

 

Le armi non hanno avuto successo e allora Donald Trump prova con l’economia per sconfiggere l’Iran, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la più grande guerra economica di tutti i tempi nei confronti di un paese.

Donald Trump, nel suo messaggio su Truth, ha annunciato sanzioni secondarie contro qualunque paese avrà rapporti commerciali con Teheran dando inizio, secondo lui, alla più grande guerra economica contro un paese.

“Nessuno ha dato alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. TRAGICAMENTE, per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi annuncio la PIÙ DEVASTANTE OPERAZIONE ECONOMICA MAI INTRAPRESA CONTRO QUALSIASI PAESE! Questa sarà una guerra economica e un isolamento su scala senza precedenti”, ha scritto il presidente statunitense.

“La loro marina non c’è più, la loro aeronautica è distrutta, le loro fabbriche militari sono ormai macerie, la loro valuta non vale nulla e il loro Paese è appeso a un filo”, continua. Ma se tutto questo fosse vero perché ci sarebbe la necessità di una guerra economica devastante? Forse perché hanno terminato le armi e quindi stanno provando con la leva economica dato che la vittoria finale non si vede all’orizzonte.

La guerra economica potrà funzionare solamente se ci sarà un completo isolamento del paese persiano, per questo Trump sottolinea nel suo messaggio che “ QUALSIASI Paese che permetta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o entità governative di fornire qualsiasi tipo di ancora di salvezza all’Iran affronterà TREMENDE conseguenze economiche”. Ecco dunque arrivare le sanzioni secondarie contro chiunque avrà rapporti economici con Teheran giustificate dagli ordini esecutivi emessi contro la politica nucleare di Teheran.

La guerra economica statunitense si basa su quattro direttrici:

– Chiusura dei canali finanziari e logistici occulti: blocco immediato del contrabbando di greggio, stop alle linee di swap, ai trasferimenti di contante, alle case di cambio, all’uso di bandiere ombra nei registri navali e alle società fittizie. 

– Sanzioni secondarie globali: chiunque conceda spazi aerei, scali portuali o servizi finanziari a soggetti iraniani rischia l’esclusione dal circuito del dollaro e dalle transazioni con gli Stati Uniti. 

– Guerra economica unita al blocco navale. 

– Stop a ogni canale diplomatico: la trattativa viene congelata per passare a una linea esplicita di massima pressione. 

La nuova strategia statunitense funzionerà? Storicamente le sanzioni, anche quelle più pesanti e lunghe nel tempo, non hanno avuto successo. Il caso cubano ne è l’emblema, nonostante oltre sessanta anni di blocco economico, commerciale e finanziario l’isola caraibica continua a resistere.

“Il cosiddetto “D-Day economico” è una manovra diversiva per distrarre dalla crisi interna degli Stati Uniti: un debito pubblico senza precedenti e costi vertiginosamente crescenti per il suo mantenimento.

Il proseguimento di una politica fallimentare porterà soltanto a nuove sconfitte — e a un inasprimento dell’ostilità verso gli iraniani. Il terrorismo economico degli Stati Uniti minaccia l’economia mondiale e la sovranità degli Stati in tutto il mondo”, ha dichiarato il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi dopo che Donald Trump ha annunciato l’inizio della sua guerra economica.

Più decise invece sono le contromisure auspicate dal parlamentare iraniano Ebrahim Rezaei:

“La migliore risposta all’escalation di Trump sulla guerra economica è ritirarsi dal TNP (Trattato di non proliferazione nucleare, ndr)?. 

Se ciò avvenisse la sconfitta statunitense sarebbe completa, Dopo aver in tutti i modi cercato di convincere il mondo che l’Iran si stasse dotando di un arma nucleare, dopo aver scatenato una guerra dagli esiti imprevedibili proprio per scongiurare la costruzione di bombe atomiche Teheran entrerebbe nel club dei paesi che posseggono ordigni nucleari.  

Intanto i mercati dell’energia reagiscono alle dichiarazioni di Donald Trump: il petrolio Brent, riferimento per i mercati europei, apre a in aumento a 94 dollari al barile, il gas a 64 dollari e la benzina in Italia supera i 2 euro al litro mentre c’è chi ipotizza che possa arrivare addirittura a 3 euro al litro se la crisi nel  Golfo Persico dovesse persistere. Insomma la guerra economica senza precedenti scatenata dagli Stati Uniti inizia a dare i suoi frutti.

Concludendo consiglierei a Donald Trump e ai suoi tirapiedi di concentrarsi sulla diplomazia, magari mandando a trattare con Teheran dei veri diplomatici invece di affidarsi a cognati, consuoceri, amici vari, e non continuare a mostrare i muscoli che non ha. Ma questo significherebbe implicitamente ammettere la sconfitta o, comunque, di non aver vinto la guerra.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Un pensiero su “DONALD TRUMP LANCIA LA GUERRA ECONOMICA CONTRO L’IRAN”
  1. Un imperi in decline quando si vuole stare ai vertici delle altre nazione con arroganza prepotenza e minacci primo ho poi se lo dovevano aspettare con queste sanzione al Iran non fa nient’altro che fare arrabbiare di più al Iran possiamo aspettarci anche attentati da parte del Iran in tutte le città americani anche se sappiamo bene che l Iran non ha mai ripeto mai fatto attentati terroristici non è nel loro DNA ma se serve allo scopo per in debolire ancora di più al interno del continente americano creando caos e mal contento dei cittadini americani per un insurrezione contro I propri governanti in altrove l America la sempre fatto

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