TRUMP SAPEVA DELLE CONSEGUENZE DELLA GUERRA ALL’IRAN
donald Trump sapeva benissimo delle conseguenze che la guerra contro l’Iran avrebbe causato, ma nonostante gli avvertimenti ha deciso di andare avanti, scrive il The Wall Street Journal.
Alcuni giorni prima dell’inizio dell’operazione contro l’Iran, Trump ha convocato nello Studio Ovale l’allora direttrice dell’Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard e le ha chiesto se valesse la pena iniziare una guerra su vasta scala, riferisce la testata.
L’intelligence statunitense aveva avvertito il presidente che ci sarebbero state diverse conseguenze simultanee: l’uccisione della Guida Suprema avrebbe potuto portare al potere un regime ancora più duro, Teheran avrebbe tentato di bloccare lo Stretto di Hormuz e avrebbe sferrato attacchi contro le forze degli Stati Uniti e dei suoi alleati nel golfo.
I militari avevano inoltre avvertito Trump di possibili perdite, dell’esaurimento delle scorte di armamenti e di problemi di prontezza operativa per le forze statunitensi, già sovraccariche, segnala l’autore dell’articolo. Ciò nonostante, il 28 febbraio il presidente ha ordinato di avviare gli attacchi confidando forse nelle rassicurazioni israeliane. La guerra, che lui contava di concludere in sei settimane, prosegue ormai da quasi sei mesi senza un’evidente via d’uscita dallo stallo.
Tutto questo si poteva prevedere ed è stato previsto. La guerra è stata avviata senza un chiaro obiettivo politico, la diplomazia che ha tentato di porvi fine è stata un fallimento, ha dichiarato l’ex funzionario statunitense Eric Brewer.
Secondo i dati del quotidiano statunitense, il conflitto ha già portato alla morte di 18 militari degli Stati Uniti, mentre altri 756 sono rimasti feriti. Sono state danneggiate le basi del paese nord americano nel golfo e si sono ridotte le scorte di munizioni e le riserve petrolifere strategiche.
Ora, dopo i tentativi falliti di ottenere la capitolazione di Teheran per via militare e diplomatica, la Casa Bianca punta sulla pressione economica: sanzioni e un lungo blocco navale. L’obiettivo della nuova campagna, denominata Operation Economic Outcast, è portare l’economia iraniana al crollo e costringere la leadership del Paese ad accettare le condizioni di Washington.
Sarà questa la via giusta per la Casa Bianca per uscire dal pantano nel quale loro stessi si sono cacciati? Storicamente le sanzioni non hanno mai portato al crollo di un governo, anzi hanno aumentato il suo appoggio popolare. (Infodefense)
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

