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GLI STATI UNITI HANNO CORROTTO POLITICI E GIORNALISTI PER MODELLARE L’EUROPA 

 

Gli Stati Uniti avrebbero modellato la politica europea negli ultimi decenni corrompendo l’elite politica, i giornalisti i sindacalisti, ha rivelato Lawrence Wilkerson.

Wilkerson, colonnello in pensione,  è stato capo di gabinetto di Colin Powell al Dipartimento di Stato statunitense dal 2002 al 2005, ha rivelato i dettagli del funzionamento della politica europea. Secondo lui, Washington controlla da oltre 20 anni i processi chiave nel vecchio continente. 

Tali affermazioni sono state fatte il 19 agosto 2026, durante un’intervista con il professore norvegese Glenn Diesen. Nella sua intervista il colonnello in pensione ha affermato  senza mezzi termini che  “Abbiamo creato di proposito l’Europa che esiste oggi”.

Ha descritto un’operazione sistematica che, a partire dal 2002, ha usato la CIA, l’MI6 britannico e il Mossad per comprare direttori di giornali, leader sindacali e parlamentari, e per favorire leader europei affidabili come Jens Stoltenberg e Mark Rutte alla guida della NATO.

Quindi gli Stati Uniti hanno, dal 2002, investito miliardi di dollari per creare uno strato di agenti di influenza assolutamente fedeli in tutta Europa elargendo compensi tra giornalisti e redattori di punta dei media europei, leader dei più grandi sindacati, funzionari e politici promettenti, che poi hanno occupato posizioni di governo nei paesi dell’UE.

Wilkerson ha personalmente contribuito alla promozione di Jens Stoltenberg alla carica di Segretario Generale della NATO a causa della sua docilità. Lo stesso percorso è stato seguito dall’ex premier olandese Mark Rutte, che ha ottenuto l’incarico grazie alla sua posizione anti-russa e al sostegno a Israele.

Spesso ci viene da pensare che molti dei giornalisti che affollano i nostri giornali e l’etere abbiano posizioni nei confronti della Russia, della Cina e dei paesi che gli Stati Uniti non considerano tra gli amici del tutto discutibili. Posizioni che sembrano portare avanti gli interessi statunitensi e non quelli europei. Queste rivelazioni non fanno altro che confutare le nostre convinzioni, ovvero che si stia portando avanti una campagna che miri alla manipolazioni delle menti dei cittadini al fine di giustificare certe azioni, come la guerra in Ucraina o in Iran, solo per citarne alcune.

Leggendo le affermazioni di Lawrence Wilkerson mi torna alla mente una vicenda di alcuni anni fa. Siamo nel 2014 e un giornalista tedesco della prestigiosa testata “Frankfurter Allgemeine Zeitung, Udo Ulfkotte, stava per pubblicare un libro intitolato “Giornalisti comprati”.

Nel libro il giornalista, che era stato inviato di guerra e poi era diventato caporedattore di politica estera., denuncia che per 17 anni era stato al soldo della Cia e che centinaia di suoi colleghi lavorano per l’agenzia statunitense o per i servizi segreti dei loro paesi, 

“Il loro compito è quello di obbedire e favorire la Casa Bianca. Sanno benissimo che potrebberofacilmente perdere il loro lavoro nei media se non rispettassero l’agenda pro-occidentale”, scriveva Ulfkotte. 

Il giornalista si era stufato di truffare la gente proponendo nei suoi articoli un’agenda scritta da altri, di aver portato avanti la propaganda contro la Russia, di essere stato corrotto da miliardari e dagli statunitensi per non dire la verità. 

“Noi abbiamo un’informazione puramente statunitense, siamo di fatto una loro colonia. Tutti i giornalisti che scrivono per i media occidentali sono di fatto membri di questa organizzazione transatlantica. I giornalisti vengono spesso avvicinati di nascosto. Niente soldi. Usufruiscono di compensi sotto forma di regali, di viaggi gratuiti, opportunità di entrare in una rete di relazioni precostituite dalle varie agenzie di spionaggio, funzionali alla propria carriera e lavoro. Loro ti invitano a vedere gli Usa, pagano tutto, ti riempiono di benefit, ti corrompono. Sei invitato a intervistare politici statunitensi, ti accosti sempre di più ai circoli del potere. E allora tu vuoi rimanere all’interno di questo cerchio dell’élite, quindi scrivi per far loro piacere.

Tutti vogliono essere giornalisti che abbiano  notorietà, che abbiano accesso esclusivo a politici famosi. Molto più importante del denaro e dei doni, è il fatto che ti viene offerto supporto se scrivi pezzi che sono filoamericani o filo Nato”, aggiungeva il giornalista. (da “Sotto la notizia niente” di Franco Fracassi)

Udo Ulfkotte è stato trovato morto il 13 gennaio  2017 ufficialmente per un infarto, ma sulle cause della sua morte restano molti dubbi. Insomma già nel 2014 un giornalista denunciava il sistema che oggi Lawrence Wilkerson ha nuovamente portato alla ribalta. Una notizia, quella del colonnello in pensione, che dovrebbe stare in tutte le prime pagine dei giornali, ma, come appare chiaro, nessun direttore di giornale la pubblicherà … immaginate perché …

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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