Una nave nello stretto di HormuzUna nave nello stretto di Hormuz

ARABIA SAUDITA CHIUDE OLEODOTTO EST OVEST 

 

L’Arabia Saudita è stata costretta a chiudere l’oleodotto Est-Ovest che trasportava petrolio verso il Mar Rosso a seguito degli attacchi degli Houthi.

Riad aveva deciso di usare questo strategico oleodotto per esportare il proprio petrolio verso il Mar Rosso a seguito della chiusura dello stretto di Hormuz, ma i recenti attacchi con missili e droni sferrati dagli Houthi ha costretto l’Arabia Saudita a chiuderlo a tempo indeterminato. Per aggirare la chiusura dello strategico stretto i sauditi usavano questo oleodotto per far arrivare il greggio nei porti del Mar Rosso per poi esportarlo.

L’infrastruttura aveva una capacità di trasporto di 7 milioni di barili al giorno. Prima della sua chiusura trasportava circa 3 milioni di barili quotidianamente, la sua chiusura mette in seria difficoltà il paese arabo.

“La situazione attuale costituisce una chiara dimostrazione del fatto che sia l’Iran sia i suoi alleati dispongono sia delle capacità sia della volontà di colpire le infrastrutture energetiche regionali, le quali risultano vulnerabili agli attacchi con missili balistici e droni”, ha dichiarato l’analista di Eurasia Group Gregory Brew.

Di conseguenza, non aumentano soltanto le quotazioni del greggio. Il prezzo medio al dettaglio della benzina negli Stati Uniti supera i 4 dollari al gallone, toccando il massimo stagionale, mentre il prezzo medio al dettaglio del carburante diesel negli USA è schizzato alla quota record di 6 dollari al gallone, evidenzia Bloomberg.

Intanto le trattative tra Iran e Oman per il passaggio delle navi attraverso lo stretto di Hormuz sembrano aver avuto una svolta, riporta l’agenzia iraniana Tasnim.

L’intesa è il risultato di intense trattative tecniche e diplomatiche ed è stata definitivamente concordata all’inizio di settembre. Si prevede di annunciarla prossimamente alla presenza dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo Persico. L’accordo stesso è stato concluso esclusivamente tra Teheran e Mascate, mentre altri stati, incluso l’Iraq, saranno informati delle sue condizioni.

Secondo gli accordi, la rotta di ingresso nel Golfo Persico passerà interamente attraverso le acque territoriali iraniane, mentre la rotta di uscita solo parzialmente. La rotta meridionale, sulla cui apertura insistevano gli Stati Uniti, sarà chiusa.

“L’accordo non significa in alcun modo l’apertura dello Stretto di Ormuz. L’Iran, tramite intermediari, ha trasmesso agli Stati Uniti sette condizioni. Finché non saranno soddisfatte, lo stretto rimarrà chiuso”, ha dichiarato la fonte di Tasnim.

Il contenuto delle sette condizioni non viene rivelato dall’agenzia. In precedenza, l’Iran aveva pubblicamente elencato sei richieste:

– Cessazione delle minacce e degli insulti nei confronti dell’Iran.

– Cessazione della guerra e degli attacchi contro l’Iran e i suoi alleati in Libano, Palestina, Yemen e Iraq.

– Revoca del blocco navale e ritiro delle forze navali e aeree statunitensi dai confini dell’Iran.

– Pagamento di risarcimenti per i danni delle due guerre.

–  Revoca delle sanzioni.

– Sblocco e restituzione degli attivi iraniani congelati.

Tutto quello che sta succedendo è la conseguenza della decisione insensata di Donald Trump di seguire il socio israeliano nella fallimentare decisione di attaccare Teheran. Pantano nel quale gli Stati Uniti si sono  ficcati e dal quale non sanno come uscirne. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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