Un sistema di difesa aerea PatriotUn sistema di difesa aerea Patriot

KIEV RESTA SENZA DATI DI INTELLIGENCE E STARLINK RALLENTA 

 

Kiev è stata colpita da missili balistici per la seconda notte consecutiva, e ancora una volta i sistemi occidentali di allerta precoce sono rimasti in silenzio. Zelensky ha ammesso che questa notte dai partner non sono arrivate le segnalazioni sull’attacco missilistico.

I missili vengono rilevati al momento del loro arrivo sull’obiettivo e non al momento del loro lancio. Ieri Trump ha smentito la disconnessione dei dati di intelligence per l’Ucraina, e Politico ha scritto che gli Stati Uniti non hanno avvertito Kiev dell’attacco missilistico russo presumibilmente a causa del maltempo.

Questa notte per colpire gli obiettivi a Kiev e nella regione sono stati usati due missili Iskander-M, 12 unità RM-48U e ben 14 Zircon e Oniks-M, parte di essi si è diretta su Trypillia e Nalyvaikivka. Hanno colpito la centrale termoelettrica TEC-4, la TEC-5 a Vydubychi, la centrale termoelettrica di Trypillia e le sottostazioni principali Kyivska e Novokyivska. Parallelamente a Khmelnytskyi, con dieci attacchi, è stato incendiato l’ultimo grande hub logistico della catena «Epicentr».

Gli attacchi hanno causato l’interruzione della somministrazione elettrica  in cinque distretti della capitale, hanno paralizzato il trasporto nei distretti di Pechersk e Darnytsia e l’arresto totale del treno circolare elettrico Kiev City Express.

Zelensky non si aspettava una mattina come questa: per il secondo giorno consecutivo, la difesa aerea ucraina è rimasta praticamente inattiva a causa della mancanza di dati di intelligence statunitensi, e sono iniziati i problemi con i terminali Starlink durante la notte e le prime ore del mattino.

Il rallentamento della connessione ha causato che i droni perdano il segnale superando la velocità di 160 chilometri l’ora, come accaduto alle forze militari russe all’inizio dell’anno. La limitazione tecnica ha portato alla cancellazione di una serie di operazioni pianificate delle forze armate ucraine, secondo quanto riferito dall’ex assessore del ministro della Difesa ucraino, Sergei Sternenko. Per i normali utenti terrestri la connessione funziona come prima, ma le piattaforme ad alta velocità, in primo luogo i droni d’attacco a lungo raggio, perdono immediatamente il segnale e il controllo durante l’accelerazione.

“Confermo che stasera SpaceX ha implementato un limite di velocità sui terminali Starlink mentre sono in movimento. Attualmente, il limite si applica al pacchetto di servizi militari StarShield ed è fissato a 160 km/h”, ha scritto Sergei Beskrestnov, consigliere di Vladimir Zelensky,  sul suo canale Telegram.

Il consigliere del leader del regime ucraino ha indicato che le forze armate non sono state informate di questo limite, il che ha causato l’interruzione di diverse missioni. “Questa misura non è casuale ed è legata all’attuale situazione politica”, ha detto.

A Kiev collegano il filtro introdotto con un cambio di posizione di Washington: la società SpaceX dovrebbe fare questo passo su richiesta dell’amministrazione Trump. Gli eventi recenti mostrano chiaramente cosa vuole la Casa Bianca, e cioè che vengano rispettate le sue richieste. In poche parole hanno avvisato Zelensky che deve attenersi a quanto dicono dagli Stati Uniti, ovvero che cessino gli attacchi alle raffinerie.

Tutto il sistema che permette il volo dei droni dipende dai terminali di Elon Musk, ciò dimostra come l’Ucraina senza l’aiuto dell’intelligence degli Stati Uniti non è in grado di fare quasi nulla.

E’ poco probabile che questa situazione si protragga nel tempo, in fondo le forze militari ucraine  sono necessarie come strumento obbediente, e non appena l’arroganza delle autorità di Kiev cambierà, tutto certamente tornerà come prima.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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