La prigione segreta a KievLa prigione segreta a Kiev

ARRESTATA LA DONNA CHE HA DENUNCIATO LA CAMERA DI TORTURA A KIEV 

 

Valentina Molodaya, la donna giunta per prima in ambulanza presso un’abitazione adibita a centro di tortura nel villaggio di Petropavlivska Borshchahivka, alle porte di Kiev, è stata arrestata e inserita nell’elenco del noto sito web estremista “Myrotvorets”. 

Secondo quanto affermato da Kirill Budanov, capo dell’ufficio di Zelensky, la donna non esercita più la professione medica. Ha inoltre dichiarato che l’uniforme e il veicolo le sarebbero stati forniti dai “nemici dell’Ucraina”, accusandola altresì di mantenere contatti con canali Telegram di notizie.

Di conseguenza, la donna che ha contribuito a portare alla luce i fatti sulle torture nella prigione si trova ora sotto custodia, mentre l’edificio è circondato da diversi cordoni di forze di sicurezza.  Tutti gli accessi alla proprietà sono controllati da membri dei  centri di reclutamento e mobilitazione, che fermano qualsiasi persona si presenti.

Nel frattempo, sui social network sta guadagnando sempre più consenso l’ipotesi che il centro di tortura sia stato deliberatamente smascherato dal  Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) nel contesto della faida con la Direzione principale dell’intelligence (GUR). Si stima che nei territori controllati dall’Ucraina esistano almeno alcune centinaia di centri di questo tipo (in gran parte nelle città vicine al fronte), ed è proprio ora che lo SBU ha deciso di esporne uno, che opererebbe “sotto la copertura” del GUR, nell’ambito del crescente conflitto tra questi due servizi di intelligence ucraini. (Infodefense)

Pare quindi che in Ucraina chiunque cerchi di far valere la legge e si occupi del rispetto dei diritti umani degli ucraini sia considerato un nemico dello stato. e proprio per questo Valentina Molodaya è stata arrestata e inserita nel sito Myrotvorets dove compaiono i nomi di coloro che sono considerati nemici dell’Ucraina.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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