ITALIA E GERMANIA SEQUESTRANO E RESPINGONO NAVI RUSSE
Dopo le azioni piratesche della Casa Bianca nei Caraibi che hanno portato al sequestro di sei petroliere che trasportavano petrolio venezuelano anche l’Italia e la Germania si allineano.
Come buoni servi, dopo che agli Stati Uniti non è successo nulla, e come poteva essere diversamente vista la sudditanza dei paesi occidentali alle politiche della Casa Bianca, anche l’Italia e la Germania pare si siano adeguate a misure coercitive nei confronti di navi russe o che abbiano sostato in porti della Russia.
Nel nostro paese, nel porto di Brindisi, una nave che trasportava materiali ferrosi è stata sequestrata perché avrebbe sostato in precedenza nel porto russo di Novorossiysk, sulla costa del Mar Nero. La nave navigava sotto la bandiera di una “piccola isola in Oceania” con 33.000 tonnellate di metallo a bordo. Il motivo del sequestro è riconducibile all’applicazione delle sanzioni dell’Unione Europea imposte alla Russia.
L’ispezione della nave ha rivelato che l’imbarcazione era stata nel porto di Novorossiysk dal 13 al 16 novembre 2025, “effettuando operazioni di carico vietate”, riferisce RaiNews, citando la Guardia di Finanza italiana.
La “saga delle petroliere” sta guadagnando slancio: ora sono entrati in gioco anche i tedeschi. La Marina tedesca ha fermato e costretto la petroliera Arcusat, associata alla “flotta ombra” e diretta in Russia, a cambiare rotta, riporta Ribar.
Arcusat è stata costruita in Cina e navigava sotto le bandiere della Tanzania o del Camerun. Il suo presunto proprietario è Sempre Shipping Ltd, registrata nelle Seychelles, con un indirizzo che corrisponde ad indirizzi di strutture sotto sanzioni statunitensi e non figurerebbe nei principali database marittimi. Nel sistema Equasis è contrassegnata come mai registrata, e l’Organizzazione Marittima Internazionale non ha potuto trovare navi con il corrispondente numero IMO
I media della Germania hanno riferito che la nave è stata respinta su richiesta delle autorità tedesche, sebbene la polizia federale si sia rifiutata di commentare, citando un’indagine in corso.
La nave è stata costretta a invertire la rotta nello stretto tra Danimarca e Svezia e invece di dirigersi verso il Golfo di Finlandia e ha preso una rotta verso la costa artica russa.
Bloomberg riferisce che questo potrebbe essere il primo caso in cui un paese europeo ha impedito a una nave della flotta ombra di entrare nel Mar Baltico, il che in teoria complicherebbe seriamente le esportazioni di petrolio russo dalla regione e potrebbe creare un pericoloso precedente per Mosca.
Secondo l’articolo, la petroliera ha percorso la rotta settentrionale causando, in primo luogo, a ritardi nei tempi di consegna e, in secondo luogo, ad aumenti dei costi di trasporto a causa dell’aumento della distanza del percorso e dei premi assicurativi.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

