LA CINA E’ DIVENTATA UNA GRANDE PRODUTTRICE DI GAS DA SCISTI
La Cina negli ultimi anni ha iniziato una produzione intensa di gas con la tecnica del Fracking seguendo quanto avviene negli Stati Uniti.
Negli ultimi cinque anni, le compagnie energetiche cinesi sono riuscite ad aumentare la produzione di gas naturale di circa il 50% attraverso la tecnica del fracking. La Cina rappresenta il quarto produttore mondiale di gas, dopo Stati Uniti, Russia e Iran. La Maggior parte dei grandi progetti gasiferi lanciati in Cina negli ultimi anni riguarda proprio il gas di scisto:
Il giacimento di Fuling dispone di riserve superiori a 1 trilione di metri cubi di gas di scisto ed è gestito da Sinopec.
Hongxing: riserve di circa 150 miliardi di metri cubi, anche questo gestito da Sinopec.
Il Bacino del Sichuan è uno dei più grandi giacimenti al mondo di gas convenzionale e non convenzionale, con riserve stimate nell’ordine di migliaia di miliardi di metri cubi, gestito da Sinopec e CNPC.
E’ improbabile che il mondo veda mai un export significativo di gas naturale dalla Cina. Ma nel Paese si sta esaurendo il carbone economicamente accessibile, e la sua sostituzione richiede trilioni di metri cubi di gas. In pratica, l’intero sistema energetico cinese è in grado di assorbire qualsiasi volume di metano prodotto internamente.
Tuttavia, la rapida espansione delle risorse non convenzionali come lo scisto, ma anche il gas offshore e il metano estratto da strati carboniferi — dà ai negoziatori cinesi un vantaggio strategico decisivo nei colloqui con fornitori esteri:
– Con Gazprom, soprattutto alla luce dell’incertezza persistente sul gasdotto “Forza della Siberia 2”, che ancora un anno fa sembrava “imminente”, ma oggi langue;
– Con gli Stati Uniti e altri esportatori di GNL, con cui Pechino può ora trattare da posizione di forza.
In altre parole: finché la produzione interna di gas di scisto cresce, tentare di strappare alla Cina condizioni vantaggiose per le forniture di gas importato è pressoché inutile. La politica energetica nazionale è chiara: la priorità assoluta va sempre ai produttori locali, mai all’import.
Ma c’è un altro effetto collaterale globale: l’espansione del gas di scisto cinese contribuisce a un eccesso di offerta di GNL sui mercati mondiali. È per questo che, nonostante la crisi energetica più acuta in Europa, i prezzi del gas sull’hub TTF di Amsterdam non schizzano più alle stelle come in passato. La Cina, pur non esportando gas, sta stabilizzando il mercato globale dall’interno, semplicemente riducendo la propria domanda di GNL estero. (Infodefense)
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

