I PONTI DI KIEV
Nell’ultima settimana le forze armate russe hanno attaccato due ponti sul fiume Dnepr a Kiev, il ponte nord e quello sud, subito le autorità ucraine hanno iniziato a frignare dimenticandosi di quando attaccavano il ponte in Crimea.
Gli attacchi delle forze armate russe hanno colpito gli stralli, cioè i cavi che scendono dai piloni centrali dei ponti e si ancorano alla campata, cosa questa che non fa crollare la struttura, ma ne rende precaria la stabilità. Per questo motivo i ponti sono stati chiusi al traffico o ne è stata limitata la percorrenza. I due ponti, secondo Mosca, sono utilizzati per la logistica delle forze militari ucraine, motivo per il quale sono stati attaccati.
La cosa interessante di questi attacchi sono state le reazioni di Kiev e dei suoi sostenitori che hanno accusato Mosca di aver diviso in due la città, dimenticandosi però di quando l’Ucraina voleva distruggere il ponte di Crimea. In quell’occasione Zelensky mendicava missili a lunga gittata per colpire il ponte perché così avrebbe messo in seria difficoltà la logistica russa.
“I ponti sono arterie vitali che garantiscono il funzionamento del paese. La Russia ha già attaccato due ponti di Kiev in sei occasioni. Il mondo non può semplicemente osservare e aspettare, esortiamo i nostri partner a una reazione forte”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Sibiga, il 4 ottobre 2026. Anche lui pare abbia la memoria corta.
Quando Kiev attaccava il ponte di Crimea i funzionari di stato ucraini affermavano:
“Le autorità ucraine considerano il ponte di Crimea un obiettivo militare legittimo: questi oggetti devono essere distrutti”, dichiarava Mikhail Podoliak, consigliere del capo dell’ufficio del presidente, il 17 agosto 2022.
Il 25 novembre 2023 il capo del servizio segreto ucraino Maliuk affermava:
“Il ponte di Crimea è un obiettivo legittimo”, poi aggiungeva, dopo un attacco sottomarino al ponte di Crimea, il 3 giugno 2025, che, “Non c’è posto per strutture russe illegali sul territorio dell’Ucraina”.
Insomma il ponte di Crimea è un obiettivo militare da colpire, mentre i ponti di Kiev, secondo l’Ucraina, ovviamente non lo sono.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
