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UCRAINA: ALTRI SOLDI PER IL 2027 

 

Il pozzo nero ucraino non conosce limiti, secondo Ansa Kiev potrebbe avere bisogno di ulteriori 70 miliardi di euro per il prossimo anno.

In aggiunta ai già promessi 45 miliardi di euro, che fanno parte del prestito di 90 miliardi di euro accordato quest’anno dall’Unione Europea, l’Ucraina per far fronte alle spese della guerra potrebbe avere bisogno di altri 70 miliardi di euro che sommati ai precedenti, per l’anno 2027, fanno ben 115 miliardi. Se poi contiamo anche quelli stanziati per il 2026 il conto sale a 160 miliardi.

Al momento sarebbero in corso contatti approfonditi tra Bruxelles e Kiev per definire le esigenze con precisione e produrre un report da sottoporre ai 27, forse già al consiglio europeo di ottobre.

Intanto l’alto rappresentante per le politiche estere dell’Unione Europea Kaja Kallas, in visita ieri a Roma, ci ricorda che bisogna prepararci ad attacchi da parte russa.

“Mosca spinge per un’escalation e creare paura nelle nostre società. Prepariamoci a possibili attacchi”.

Ma la soluzione è a portata di mano, secondo la rappresentante dell’Unione Europea, una soluzione non nuova i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

“Proponiamo altre misure contro Mosca. Le minacce russe contro di noi hanno lo scopo di intimidire gli Stati europei affinché smettano di sostenere Kiev”. Bisogna “esercitare maggiore pressione per far negoziare la Russia, che al momento non è propensa”.

Ma le sanzioni, ci aveva ricordato Mario Draghi, non avrebbero dovuto far fallire Mosca in poche settimane? Se qui c’è qualcuno che potrebbe fallire mi sembra non sia la Russia, ma i paesi che fanno parte del giardino dorato di boreliana memoria.

Al netto delle dichiarazioni di Kaja Kallas, che non aggiungono nulla alla oramai consolidata politica guerrafondaia dell’Unione Europea, resta il pozzo senza fondo  ucraino che continua a macinare centinaia di miliardi di euro senza, per altro, ottenere risultati sul campo di battaglia. Intanto noi continuiamo a sperare che la guerra infinita porti alla disfatta economica di Mosca.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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