Il dollaro statunitense

CUBA: DAL 21 GIUGNO L’ISOLA ABBANDONA IL DOLLARO 

 

Dal 21 giugno prossimo entrerà in vigore a Cuba una importante misura economica: le banche non accetteranno più dollari statunitensi. Con questo provvedimento non sarà più possibile sull’isola depositare o cambiare in moneta locale, il Peso Cubano, il dollaro degli Stati Uniti.

La nuova misura economica entrerà in vigore il 21 giugno e fino a quella data chiunque sull’isola caraibica sia in possesso di dollari potrà cambiarli in Pesos Cubani oppure depositarli in conti in moneta nazionale oppure in moneta straniera. La nuova misura ha generato, come era prevedibile, inquietudine nella popolazione che spesso non si informa a dovere. Sulle reti sociali sono iniziati ad apparire annunci per la vendita dei dollari postati da privati cittadini che ne sono in possesso.

La misura di sospendere l’accettazione del dollaro in contanti è stata presa in risposta al crescente inasprimento del blocco economico, commerciale e finanziario a cui Cuba è sottoposta dal 1962 e reso più duro dalle misure economiche imposte dall’amministrazione di Donald Trump. Misure economiche che ancora restano tutte in vigore nonostante il cambio di Presidente negli Stati Uniti.

Yamile Berra Cires, vicepresidente della Banca centrale di Cuba, durante il programma televisivo Mesa Redonda, ha spiegato che tale misura si è resa necessaria per tutelare gli interessi economici dell’isola. La dirigente ha dichiarato che non sarà più possibile negoziare dollari in contanti perché molte banche si  rifiutano di versare i dollari in contanti sui conti che lo stato cubano ha acceso presso le proprie filiali all’estero. In sostanza lo stato cubano si trova ad avere una grande giacenza di dollari presso la Banca Centrale Cubana che non riesce a depositare presso le banche e per conseguenza non può assolvere alle obbligazioni contratte con i fornitori e non può neppure acquistare all’estero prodotti o semi lavorati da vendere sul proprio mercato.

Dall’ultimo trimestre dello scorso anno a Cuba sono stati aperti numerosi negozi dove, per acquistare merci, è necessario pagare con una carta di credito o di debito ricaricata con moneta liberamente convertibile come dollari statunitensi o Euro. La popolazione per poter accedere a questi negozi ha depositato presso le banche ingenti quantità di dollari per ricaricare le proprie carte di debito emesse dalle banche cubane. Tali fondi restano in giacenza presso la BCC e non possono essere negoziati a causa del blocco: 34 banche si sono rifiutate di versare i fondi che lo stato cubano dispone presso le loro filiali all’estero. Questo ha generato una crisi di liquidità nonostante lo stato cubano disponga di denaro contante. Nelle transazioni internazionali non è possibile acquistare in contanti per combattere il reciclaggio di denaro sporco.

Come detto disporre di ingenti fondi ma non poterli usare ha creato sull’isola una crisi enorme. Nei negozi manca di tutto soprattutto nel settore alimentare dove le derrate sono poche e molto costose. Con questa misura lo stato cubano cerca di dipendere in maniera minore dal dollaro statunitense data la sua difficile negoziabilità. Saranno ancora possibili rimesse dall’estero in moneta statunitense ma le banche si rifiuteranno categoricamente di accettare dollari in contanti. Cosa diversa invece per le altre monete internazionalmente riconosciute come Euro, Dollaro Canadese, Franco Svizzer, Sterlina ed altre. Queste monete verranno regolarmente accettate e cambiate in Pesos Cubani dalle banche e dalle Casse di Cambio (CADECA).

La rinuncia al dollaro in contanti oltre a dedollarizzare il paese apre anche nuove prospettive economiche per Cuba. Infatti molte transazioni internazionali avvengono con nazioni diverse dagli Stati Uniti che accettano ben volentieri altre monete come l’Euro. In precedenza per ovviare alle restrizioni del blocco economico lo stato cubano si trovava nella necessità pratica di comprare con i dollari altre monete con alti costi di cambio. Spesso le poche banche che accettavano queste transazioni applicavano tassi di cambio più costosi con aggravi per le casse dello stato.

In ogni caso tutti i conti e tutte le carte di debito accesi in dollari statunitensi resteranno attivi e non subiranno alcuna restrizione. Non sarà possibile però ritirare dollari ma solo altre monete che saranno valutate a secondo del cambio monetario del momento. Sarà inoltre possibile trasferire denaro da una carta di debito all’altra come già avviene.

Non dubito che questa misura sia stata anche presa per far emergere la grande quantità di dollari che i singoli cittadini posseggono e tengono nascosti nelle case. Con l’arrivo dei nuovi negozi, dispiace dirlo, sull’isola si è creato un vero e proprio mercato nero di valuta estera soprattutto dollari statunitensi. Monete queste, come abbiamo visto, necessarie per ricaricare le carte di debito  che vengon usate per pagare in questi negozi. Io frequento l’isola caraibica da 24 anni e mai come quest’anno le persone mi hanno chiesto se avevo Euro o dollari da vendere. Il dollaro viene cambiato ufficialmente nelle banche con 24 Pesos Cubani ma al mercato nero è arrivato a 50 Pesos. Persone che ricevono rimesse dall’estero usano la propria carta di debito per acquistare prodotti nei negozi e poi li rivendono almeno al doppio. Esiste comunque un grande mercato di dollari in contanti introdotti nel paese dai cubani residenti all’estero, che fiutato l’affare, si dedicano a vendere dollari al mercato nero. Quindi togliere dalle mani questi dollari permetterà allo stato di incamerare valuta pregiata. Inoltre il dollaro è usato anche da tutti quei cubani che periodicamente si recano all’estero per comprare un po’ di tutto che poi vendono in patria sempre irregolarmente. 

Anche per i turisti sarà impossibile negoziare valuta statunitense in contanti. I viaggiatori dovranno quindi acquistare altre valute per poi cambiarle presso gli istituti di credito o presso le Casse di Cambio. Si potranno invece usare le carte di credito anche se in dollari per pagare o ritirare contanti presso gli sportelli automatici. 

In queste ore molti cubani sono in fila di fronte alle banche per cambiare i dollari che possiedono a dimostrazione che sul suolo dell’isola sono disponibili ingenti quantità di valuta straniera usata, come detto, per lo più per alimentare il mercato nero. Personalmente credo che questa mossa abbia spiazzato molti di coloro che si dedicavano al traffico di dollari mettendoli con le spalle al muro. Se è vero che è ancora possibile trasferire denaro da una carta di debito all’altra la procedura è comunque tracciabile e quindi i trasferimenti frequenti sono ben identificabili e, se lo stato vorrà,  potrà procedere di conseguenza.

Cosa diversa invece per le altre valute estere che entreranno nel paese. Conoscendo bene quella parte dei cubani interessati solo al denaro e che vedono nella rivoluzione un limite al loro desiderio di libertà, che però quando hanno bisogno di un dottore corrono all’ospedale dimenticando che le cure sono gratuite e fornite da quello stato che vorrebbero abbattere, si ingegneranno per reperirle e per farne incetta. Se il dollaro in contanti non sarà più accettato ma l’Euro ovviamente si, questi signori inizieranno a ricercare questa valuta o le altre accettate per continuare il loro illecito mercato. Finché resteranno i negozi dove per acquistare occorre una moneta straniera il mercato nero di valuta non cesserà anche perché, al momento, molte merci presenti a Cuba possono essere solo acquistate presso questi negozi.

In conclusione credo che questa misura renderà, se le motivazioni addotte dalle autorità cubane sono quelle sopra esposte, più facile il commercio internazionale e quindi sarà possibile aggirare, anche se parzialmente, una parte delle sanzioni a cui il paese è sottoposto a causa del blocco. Non ridurrerà. purtroppo, il mercato nero di valuta che resterà finché esisteranno i negozi dove occorre pagare in moneta liberamente convertibile.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.