Il vaccino cubano Soberana Plus

A CUBA LA VACCINAZIONE PROCEDE SPEDITA ED I CONTAGI CALANO DRASTICAMENTE DI OLTRE IL 90 PER CENTO 

 

Nonostante le limitazioni che il blocco economico, commerciale e finanziario comporta per Cuba la campagna vaccinale prosegue speditamente ed i risultati delle vaccinazioni da alcune settimane si fanno vedere.

La campagna vaccinale sull’isola caraibica prosegue senza sosta nonostante i problemi che il blocco economico, commerciale e finanziario che da 59 anni colpisce Cuba giornalmente provoca ai cittadini. Infatti da alcune settimane il numero di contagi, parallelamente alla campagna massiva di vaccinazione della popolazione, sono drasticamente calati.

Oggi sono stati registrati 592 contagi da Covid 19 e fortunatamente solo 2 decessi. Solo un mese e mezzo fa i contagi giornalieri oscillavano tra le 8.000 e le 9.000 unità ed i decessi tra 70 ed 80. Come risulta chiaro anche a Cuba l’uso del vaccino ha ridotto drasticamente i contagi ed i decessi di oltre il 90 per cento.

Sull’isola sono state vaccinate con la prima dose 9.963.447 persone che corrispondono all’89,1 per cento della popolazione totale ed al 101 per cento della popolazione vaccinabile. Riguardo a questo ultimo indicatore occorre notare che figurano tra i vaccinati anche le persone convalescenti che in un primo momento non erano state conteggiate.

La seconda dose è stata inoculata a 8.956.486 cubani pari all’80,1 per cento della popolazione totale e al 91,5 per cento della popolazione vaccinabile. Infine hanno ricevuto la terza dose del vaccino 6.949.832 persone pari al 62,1 per cento della popolazione totale e al 71 per cento dei vaccinabili.

A Cuba vengono inoculate tre dosi di vaccino ad una distanza di 14 giorni, complessivamente dall’inizio della campagna vaccinale sono state iniettate complessivamente 25.869.765 dosi. E’ prevista la completa vaccinazione di tutti i cubani nelle prossime due settimane dato che restano da inoculare solo le seconde e le terze dosi. Inoltre l’isola ha vaccinato anche i bambini ed gli adolescenti, seguendo uno schema che ha diviso in due fasce i giovani cubani, il primo per i bambini compresi tra 2 e 10 anni ed il secondo per gli adolescenti di età compresa tra 11 e 18 anni.

Cuba ha fin dai primi mesi dall’inizio della pandemia cominciato a studiare lo sviluppo di vaccini in patria: sono stati prodotti cinque diversi preparati e tre di loro, Soberana 02, Soberana Plus ed Abdala sono stati autorizzati dall’autorità sanitarie per essere usati sulla popolazione. La scelta di produrre in proprio i vaccini nasce, in primo luogo, dalla necessità di non rischiare di non poter accedere ai vaccini prodotti all’estero a causa del blocco. Infatti secondo quanto previsto dalle leggi che lo regolano anche i farmaci prodotti negli Stati Uniti non possono essere acquistati da Cuba, vaccini compresi. In secondo luogo, data l’alta efficenza della ricerca medica, lo sviluppo del vaccino rappresenta anche una grande fonte di entrata per l’isola. Dato il suo basso costo il farmaco potrà essere acquistato anche dai paesi del terzo mondo con una spesa molto minore rispetto a quella degli omologhi preparati statunitensi.

Non mi vergogno di sottolineare il fatto che sotto l’amministrazione di Donald Trump prima e adesso con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca la pandemia è stata usata come mezzo di pressione sul governo cubano. L’aumento dei casi provocati dall’arrivo della variante delta sull’isola è stato usato come possibile detonatore sociale, infatti uno dei motivi usati dalla controrivoluzione per mobilitare i cittadini durante le manifestazioni dell’11 luglio scorso è stata proprio la pandemia. Veniva imputata al governo una cattiva gestione sanitaria senza considerare che proprio il blocco era una delle cause della scarsezza di medicinali. Il governo ha tenuto duro, sapendo di essere dalla parte giusta, ed i risultati adesso si vedono chiaramente dato che i contagi ed i decessi sono calati di oltre il 90  per cento in solo un mese e mezzo.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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