Jair BolsonaroJair Bolsonaro

LA CASA BIANCA SANZIONA IL GIUDICE CHE HA ORDINATO GLI ARRESTI DOMICILIARI PER BOLSONARO 

 

Gli Stati Uniti, seguendo la consolidata abitudine a interferire negli affari interni degli altri paesi, questa volta bolla la decisione della Corte Suprema Federale del Brasile di imporre gli arresti all’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro come una minaccia alla democrazia.

L’Ufficio per gli affari dell’emisfero occidentale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti si è scagliato contro l’ordine di arresti domiciliari per l’ex presidente Jair Bolsonaro, emesso lunedì dalla Corte Suprema Federale del Brasile.

“Il giudice della corte Alexandre de] Moraes ora sanzionato dagli Stati Uniti come violatore dei diritti umani, continua a usare le istituzioni brasiliane per mettere a tacere l’opposizione e minacciare la democrazia. Imporre ulteriori restrizioni alla capacità di Jair Bolsonaro di difendersi pubblicamente non è un servizio pubblico. Che Bolsonaro parli!”, si legge nel comunicato pubblicato sui social network dall’Ufficio per gli affari dell’emisfero occidentale degli Stati Uniti..

“Gli Stati Uniti condannano l’ordine di Moraes di imporre gli arresti domiciliari e chiederanno responsabilità a tutti coloro che collaborano e istigano comportamenti sanzionati”, conclude il comunicato.

Secondo il quotidiano O Globo, che cita i sostenitori di Bolsonaro con legami nell’amministrazione Trump, l’ordine contro l’ex presidente brasiliano innescherà nuove sanzioni da parte di Washington contro i funzionari della Corte e della magistratura del paese latinoamericano.

Il giudice Alexandre de Moraes, che sta portando avanti il processo contro l’ex presidente per il suo presunto legame con il tentativo di colpo di stato nel 2023, ha giustificato la sua recente decisione affermando che Bolsonaro non ha rispettato le misure cautelari che gli ha imposto, avendo pubblicato contenuti sui social network dei suoi figli, che sono anche politici.

Il magistrato ha proibito a Bolsonaro di ricevere visite nella sua casa a eccezione dei suoi avvocati e dei parenti più stretti. Intanto ha disposto che tutti i telefoni cellulari che si trovano nella sua casa siano sequestrati. Moraes, il mese scorso, dopo che l’ex presidente brasiliano aveva violato le misure cautelari  utilizzando i social network,  aveva escluso la custodia cautelare ritenendo l’accaduto una “irregolarità isolata”.

La giustizia brasiliana e, in particolare, Alexandre de Moraes, sono sotto la minaccia del governo degli Stati Uniti, che ha dichiarato ufficialmente che su Bolsonaro pesa una “caccia alle streghe”. Di fronte a ciò, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato uno dei maggiori aumenti dei dazi per il Brasile imponendo  il 50% sulle importazioni di beni prodotte dal paese sud americano che arrivano negli Stati Uniti. 

Tanto per non perdere le sane abitudini, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro ha inserito Moraes nella “lista delle persone sanzionate dagli Stati Uniti. Una lista, come le altre stilate dal governo statunitense, arbitraria che include le persone che non rispettano le indicazioni imposte dalla Casa Bianca o che prendono provvedimenti contro i protetti da Washington, come il caso che riguarda Jair Bolsonaro. 

La Corte Suprema Federale ha ripudiato le minacce di Washington e ha dichiarato che manterrà in corso il processo. La Procura Generale della Repubblica ha chiesto 43 anni di carcere contro Bolsonaro per i presunti reati di tentativo di colpo di stato, abolizione violenta dello Stato democratico di diritto e organizzazione criminale.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *