STATI UNITI SEQUESTRANO PETROLIERA CHE TRASPORTAVA PETROLIO VENEZUELANO
L’amministrazione statunitense di Donald Trump ha annunciato di aver sequestrato una petroliera che stava trasportando petrolio venezuelano davanti alle coste del paese sud americano.
la procuratrice generale degli Stati Uniti, Pam Bondi ha pubblicato il video dell’assalto compiuto da parte dei militari statunitensi a una petroliera che stava navigando davanti alle coste del Venezuela. Il video mostra un elicottero militare che si posiziona sopra la petroliera e diversi uomini in uniforme scendono sulla nave. Puntando le loro armi entrano in luoghi diversi.
Nel suo post, Bondi ha sottolineato che il cargo era “utilizzato per trasportare petrolio sanzionato dal Venezuela e dall’Iran” e che il sequestro è stato eseguito dal Federal Bureau of Investigation (FBI), dall’Ufficio investigativo sulla sicurezza nazionale (HSI), dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti e dal Dipartimento della Guerra.
“Per diversi anni, la compagnia petrolifera è stata sanzionata dagli Stati Uniti a causa della sua partecipazione a una rete illecita di trasporto di petrolio che sostiene organizzazioni terroristiche straniere”, ha giustificato Bondi.
La notizia del sequestro è stata precedentemente confermata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha detto che si tratta di “una grande petroliera. Molto grande”.
“La più grande che sia mai stata vista, e stanno accadendo altre cose che vedremo più avanti”, ha aggiunto.
Il presidente ha spiegato che il sequestro è stato effettuato per “un’ottima ragione”, senza specificare ulteriori dettagli sull’operazione. Alla domanda sulla destinazione del petrolio che trasportava la nave, il presidente ha risposto: “Beh, lo teniamo, immagino”.
Da parte sua il governo venezuelano di Nicolas Maduro ha commentato il sequestro della petroliera come un “furto sfacciato e un atto di pirateria internazionale”., aggiungendo che adesso sono chiare le intenzioni degli Stati Uniti riguardo alla guerra contro il narcotraffico.
“La Repubblica Bolivariana del Venezuela denuncia e ripudia energicamente ciò che costituisce un furto sfacciato e un atto di pirateria internazionale, annunciato pubblicamente dal presidente degli Stati Uniti, che ha confessato l’assalto a una petroliera nel Mar dei Caraibi”, si legge in una dichiarazione diffusa dal ministro degli Esteri Yván Gil sul suo canale Telegram.
Caracas ha aggiunto che bisogna ricordare che “non è la prima volta” che Trump “ammette” di desiderare il greggio del paese bolivariano, poiché nella corsa presidenziale del 2024 “ha affermato apertamente che il suo obiettivo è sempre stato quello di prendere il petrolio venezuelano senza pagare alcun corrispettivo in cambio”, il che costituisce una dimostrazione che “la politica di aggressività” della Casa Bianca contro il Venezuela “risponde a un piano deliberato di spoliazione” delle sue “ricchezze energetiche”.
“In queste circostanze, le vere ragioni della prolungata aggressione contro il Venezuela sono state finalmente scoperte. Non è la migrazione. Non è il traffico di droga. Non è la democrazia. Non sono i diritti umani. Si è sempre trattato delle nostre ricchezze naturali, del nostro petrolio, della nostra energia, delle risorse che appartengono esclusivamente al popolo venezuelano”, hanno sottolineato le autorità venezuelane nelle loro dichiarazioni.
Un’opinione simile è stata espressa dal ministro dell’Interno, della Giustizia e della pace del paese caraibico, Diosdado Cabello, che ha ribadito che la presunta lotta contro la droga di Washington non è altro che uno schermo per sostenere un’agenda di saccheggio sostenuto delle ricchezze strategiche del Venezuela.
Alle dichiarazioni di sdegno di Caracas si aggiunge anche quella del Cremlino, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha espresso la speranza che Washington, “per rispetto degli altri membri della comunità internazionale, spieghi sulla base di quali fatti sta prendendo queste misure”. Speranza che però penso sia vana …
Sergei Lavrov ha dichiarato che gli statunitensi mercoledì “sono saliti sul ponte della petroliera, accusandola di trasportare greggio la cui vendita è vietata”, aggiungendo che al momento ci sono poche informazioni aggiuntive al riguardo.
“E quali volumi illegali di questo tipo di carburante, di questo tipo di idrocarburi, si trovavano in quella petroliera è qualcosa che deve essere chiarito”, ha aggiunto. Immagino che però dalla Casa Bianca non arriveranno spiegazioni in merito, loro fanno tutto quello che vogliono senza che nessuno abbia il coraggio di chiedere spiegazioni.
“Spero che gli Stati Uniti, anche se si considerano in diritto a questo tipo di azioni, per rispetto degli altri membri della comunità internazionale, spieghino sulla base di quali fatti stanno prendendo queste misure”, ha continuato il ministro degli Esteri.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

