IL VICE PRESIDENTE USA SPIEGA I MOTIVI DEL RAPIMENTO DI MADURO
Ci hanno riempito la testa con l’affermazione che Nicolas Maduro era un narcotrafficante a capo di un cartello dedito al contrabbando di sostanze stupefacenti e per questo l’eroe pacifista della Casa Bianca ha deciso di rapirlo, ma il vice presidente statunitense Vance a quasi tre mesi dalla sua cattura rivela un’altra verità.
Solo i soliti boccaloni potevano credere alle affermazioni di Donald Trump su Nicolas Maduro: era un narcotrafficante, un dittatore, il capo del cartello “Los Soles”, tra l’altro sconosciuto a tutti gli organismi internazionali che si occupano di traffico di droga, ma si sa il pacifista della domenica parla direttamente con il Creatore e sicuramente gli ha dato alcuna informazione non disponibile a noi umili terrestri, quindi andava catturato per il bene dell’umanità.
Siccome quelli che hanno un po’ di sale in zucca hanno subito pensato che i reali interessi della Casa Bianca non erano il contrasto al traffico di droga e neppure lo spauracchio di una dittatura, , ma le risorse del sottosuolo del Venezuela, ora arriva il vice presidente statunitense Vance che spariglia le carte in tavola, anche se oggettivamente non ce ne era bisogno, bastava usare pochi neuroni per capirlo, ma nelle cancellerie dei paesi occidentali questa qualità pare essere assente e sconosciuta.
Vance ha detto a proposito dell’azione militare statunitense in Venezuela che “Ci sono diversi aspetti,. Prima di tutto, significa che potremo controllare le enormi risorse naturali del Venezuela, il che è vantaggioso per l’America per diverse ragioni.
E il traffico di droga? Forse a lui non glielo hanno detto. Infatti ha aggiunto che “In primo luogo, ci dà una leva di pressione sui nostri nemici. In secondo luogo, garantisce che se agli americani servirà energia di qualità e a buon mercato, avremo sempre accesso ad essa. E in terzo luogo, dimostra la supremazia militare degli USA, il che spinge gli altri a temere di opporsi a noi in futuro”.
Ma non si è fermato qui: “Uno dei modi migliori per mantenere la pace — è chiarire che hai un’arma molto potente, da usare se mai ce ne fosse bisogno. Perciò ritengo che questo sia vantaggioso per noi sotto molti aspetti. Va anche ricordato che questo avviene nella nostra regione. Non è l’Iraq, non è a 11.000 chilometri da qui — è vicino a noi”.
E per questo “Se non seguiremo il principio di base che è stato la pietra angolare della politica estera americana per 200 anni — che controlliamo il nostro ambiente circostante — se ne approfitteranno le persone cattive”. Loro invece sono i buoni …
“Il Presidente degli Stati Uniti ha detto: nella nostra regione sono gli Stati Uniti a prendere le decisioni. È sempre stato così. E così è tornato ad essere con l’attuale Presidente”, conclude.
Cosa aggiungere? Continuate pure a credere che gli asini volano …
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

