L’ITALIA HA PARTECIPATO AL CONFLITTO CONTRO L’IRAN
Le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte nelle quali dichiara che almeno 500 voli, durante la guerra degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sono partiti dalle basi statunitensi inItalia hanno scatenato un polverone.
Mi Sembra che sia stata scoperta l’acqua calda. Non mi stupisco affatto delle affermazioni di Mark Rutte, mi stupisco invece del clamore che hanno provocato.
Mi sembrerebbe ovvio che dalle basi statunitensi nel nostro paese, come da quelle presenti in tutti i paesi che fanno parte della Nato, siano partiti voli a sostegno della guerra contro l’Iran. Alle anime belle che si stanno meravigliando mi verrebbe di chiedere: a cosa pensate servano agli Stati Uniti le basi militari in Europa?
La risposta è molto semplice, ma forse perché talmente semplice, questi che cadono dal pero, non sono capaci di darsi una risposta logica. Le basi in Europa, oltre a sorvegliare la Russia, servono, come il pane, per avere un punto di appoggio per le guerre che dalla Casa Bianca, con l’appoggio o di Israele, compiono in medio oriente. Quindi scandalizzarsi adesso perché dalle basi italiane siano partiti aerei per sostenere il conflitto inventato dai gendarmi del mondo è davvero incredibile.
Il nostro governo ha subito dichiarato, per bocca del ministro della difesa Guido Crosetto, che si trattava di missioni di sostegno e non di attacco all’Iran, come sancito nei trattati internazionali, che per inciso sono segreti, quindi non sappiamo se davvero di questo si tratta. Il Ministro degli esteri Antonio Taiani ha aggiunto che si tratta di una “tempesta in un bicchier d’acqua”. Insomma tutto normale per il nostro governo. In realtà hanno ragione loro, è tutto normale dato che abbiamo deciso di ospitare basi statunitensi sul nostro territorio quindi se le usano e del tutto normale.
Non hanno invece assolutamente ragione quando dichiarano da Palazzo Chigi che l’Italia non ha partecipato alla guerra, Infatti anche se ti limiti a fornire appoggio logistico rifornendo gli aerei in volo con il carburante stai partecipando al conflitto. Bene ha fatto il governo iraniano ad accusare Italia e Romania di aver partecipato alle missioni militari.
Insomma si potrebbe davvero parlare di una tempesta in un bicchier d’acqua, non tanto per il fatto che ci siamo limitati all’appoggio logistico, come affermato da Taiani, ma perché era ovvio che le nostre basi sarebbero state utilizzate dagli Stati Uniti. Un po’ come succede con il conflitto in Ucraina dove dalla base di Sigonella partono regolarmente droni per la sorveglianza del Mar Nero e, magari, per fornire le coordinate agli ucraini per effettuare attacchi sul territorio russo.
La polemica è scoppiata perché è stato il segretario generale della Nato ad ammettere candidamente che l’Italia e l’Europa hanno aiutato gli Stati Uniti, e di conseguenza Israele, nelle missioni militari contro l’Iran. Se queste affermazioni fossero state fatte da un qualunque giornalista sarebbero state bollate come menzogne e il reporter sarebbe stato apostrofato come un agente al servizio del Cremlino.
In conclusione non mi meraviglio affatto che il nostro paese abbia partecipato direttamente al conflitto contro l’Iran, mi meraviglio invece come il governo Meloni stia cercando di nascondere le proprie responsabilità nascondendosi dietro un dito. Affermano che aver dato appoggio logistico non significa aver partecipato al conflitto. Davvero una bella faccia tosta.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

