ISRAELE ERA STATO AVVISATO
L’attacco compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, secondo il governo israeliano, è stato imprevedibile, ma forse non è andata proprio così, infatti nei giorni che hanno preceduto l’attacco vari sono stati i messaggi di avvertimento formulati da vari paesi della regione e ignorati da Tel Aviv.
Il 26 settembre il capo degli 007 egiziani ha avvisato alti funzionari israeliani delle intenzioni di Hamas. Abbas Kamel è atterrato con il suo aereo all’aeroporto Ben Gurion, in una zona appartata usata in genere per missioni diplomatiche e di sicurezza, l’aereo è ripartito dopo 67 minuti. Finora non è chiaro chi abbia incontrato Kamel, ma con certezza ha trasmesso un messaggio nel quale avvisava che Hamas si stava preparando per un attacco e che, se Tel Aviv non avesse fatto qualcosa, la Striscia di Gaza sarebbe scoppiata davanti ai suoi occhi. Per evitare un conflitto, il capo dell’intelligence ha raccomandato di concedere concessioni economiche a Hamas.
Ma questo non è stato l’unico avvertimento. Due giorni prima dell’attacco, il 5 ottobre, il governo egiziano ha nuovamente avvisato il governo di Netanyahu di quanto stava per succedere. Avvertimento anche questo ignorato.
Nel settembre 2023, il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha avvertito Netanyahu dell’attacco in una telefonata, citando dati di intelligence provenienti da Egitto e Palestina. Un inviato delle Nazioni Unite, che si trovava in Medio Oriente, ha avvertito apertamente del conflitto che avrebbe potuto portare a “gravi conseguenze”, mentre in privato ha cercato con tutte le sue forze di ridurre la tensione tra Israele e Hamas.
Altro avvertimento è arrivato dalla Giordania. Il capo dell’intelligence giordano ha trasmesso al governo israeliano le sue preoccupazioni per l’imminente attacco. Tutti avvertimenti ignorati da Israele che ha sempre negato di essere stato avvisato in precedenza.
“Sembrava chiaro che, per qualsiasi motivo, la Cisgiordania fosse la loro priorità. […] Erano sicuri, persino arroganti, di avere la situazione sotto controllo”, ha affermato un ex alto funzionario statunitense.
“Funzionari attuali ed ex di Israele, dei paesi arabi e degli Stati Uniti mi dicono che tutti hanno sperimentato lo stesso fenomeno nel 2023: un’arroganza da parte di Netanyahu alimentata dalla convinzione radicata che Israele avesse il vantaggio su Hamas”, ha aggiunto.
Semplice arroganza o palese sottostima degli avvertimenti? La domanda è del tutto lecita. Aver ignorato gli avvisi dell’attacco ha permesso al governo di Netanyahu di scatenare tutta la sua forza contro la striscia di Gaza uccidendo oltre 70 mila palestinesi e rendendo la vita ai superstiti impossibile. Un piano per sgombrare la striscia? Non lo sappiamo, ma gli avvenimenti successivi all’attacco di Hamas lo potrebbero far pensare.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info


Quell’ ipotesi è venuta fuori subito, ma allora faceva comodo non approfondire troppo. Ora Netanyahu è troppo compromesso e per continuare il lavoro sporco, come disse quel criminale di Merz, stanno cercando di fargli capire che è meglio che se ne vada in Florida dove c’è già suo figlio, spedito ad aprile 2023 perché non dovesse rischiare la pelle come militare. Poi le truppe spostate dalla zona circostante la Striscia di Gaza a giugno 2023.
Hamas infiltrato, i piani di Hamas nelle mani dei servizi già due anni prima, ed erano chiamati mura di Gerico, le ronde militari israeliane non fatte proprio quel giorno su ordine dei comandi militari, lo spegnimento quel giorno delle difese automatiche e di allarme presenti intorno a tutta la Striscia di Gaza, l’autorizzazione del rave party in una zona talmente vicina alla Striscia che era pericoloso già di per sé, considerando anche solo un semplice lancio di razzi e per finire molti degli israeliani morti il 7 ottobre 2023 sono stati assassinati dallo stesso IDF, mandato allo sbaraglio e in notevole ritardo, ma sicuramente con il dovere di applicare la direttiva Hannibal, in base alla quale se non si poteva evitare che venissero presi degli ostaggi israeliani li si doveva uccidere.
Non è che è stato scarso il controllo, non c’è proprio stato prima dell’ attacco. Le ronde militari israeliane sono state sospese quel mattino.
Le truppe erano state per lo più spostate in Cisgiordania già a giugno senza motivo; perché non c’era nulla che facesse presagire un grosso problema lì. Esattamente il contrario di Gaza. I servizi avevano già da due anni i piani dell’ attacco di Hamas, che avevano denominato Mura di Gerico. Gli avvertimenti sono arrivati anche dall’ Egitto. Questo e tanti altri elementi a favore della tesi che il 7 ottobre doveva accadere per mantenere Netanyahu al potere e poter procedere al genocidio dei palestinesi, sono già apparsi in vari articoli e inchieste di Haaretz con testimonianze anche di militari israeliani, più di due anni fa’. E solo ora lì si ufficializza almeno in parte perché Netanyahu si deve mettere da parte. Perché è troppo compromesso e ha messo in difficoltà gli USA con l’attacco all’ Iran. E infatti non è stato neanche ricevuto da Trump.
L’aver autorizzato il rave party vicino al confine, aver ordinato ai soldati di non pattugliare la frontiera quella mattina, non aver sostituito i palloni spia essere intervenuti dopo 4/5 ore dalle prime richieste d’aiuto per una distanza che un apache copre in 10 minuti… Tutte coincidenze certo, come anche il fatto che le prime notizie di neonati decapitati e messi nei microonde poi non siano mai state confermate da nessuna foto o video e anzi siano state smentite anche da stesse fonti israeliane.
Cui prodest? A Netanyahu ha permesso di restare al potere e soprattutto di non finire in galera, a molti nazisionisti di fare un altro passo verso la grande israele.