L’ITALIA GIUSTIFICA L’ASTENSIONE SULLA REVOCA DEL BLOCCO A CUBA 

 

L’Italia, assieme ad altri 24 paesi, ieri si è astenuta sulla risoluzione presentata da Cuba alle Nazioni Unite che chiedeva la revoca del blocco economico, commerciale e finanziario imposto all’isola da più di sessanta anni.

Oggi il nostro ministero degli esteri ha pubblicato le motivazioni per le quali per la prima volta nella storia delle risoluzioni presentate da Cuba il nostro paese si è astenuto. Di seguito il testo:

“Alle Nazioni Unite, come ogni anno, è stata votata oggi una risoluzione dell’Assemblea generale che chiede di revocare l’embargo economico, commerciale e finanziario statunitense contro Cuba. L’Italia, nel ribadire la vicinanza al popolo cubano e la necessità di continuare gli aiuti umanitari, ha scelto di astenersi assieme ad altri paesi alleati come Germania, Olanda, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia.

In sintesi, l’Italia ritiene che vada accelerato un cambiamento con le autorità cubane: l’embargo economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba ha conseguenze economiche e umanitarie negative per il popolo cubano. La revoca dell’embargo potrebbe rendere più efficaci le riforme economiche e favorire una ulteriore apertura dell’economia cubana, a beneficio del popolo cubano: ma le riforme non arrivano, le decisioni delle autorità cubane sono il motivo della crisi attuale. La mancanza di libertà politiche ed economiche, le debolezze strutturali e le inefficienze di lunga data del sistema economico hanno contribuito in misura significativa alla crisi attuale.

Sono necessarie urgentemente riforme politiche, economiche, sociali e giudiziarie sostanziali da parte delle autorità cubane per alleviare le sofferenze del popolo cubano. Le 176 misure economiche e sociali adottate lo scorso giugno dovranno essere attuate rapidamente.

L’Italia inoltre rimane profondamente preoccupata per la situazione dei diritti umani a Cuba, in particolare dopo gli eventi del luglio 2021, e ribadisce il suo appello al governo cubano affinché rilasci tutti i prigionieri politici. Deploriamo inoltre che la posizione di Cuba sulla guerra di aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina continui a essere incompatibile con i principi della Carta delle Nazioni Unite. Cuba ha votato contro la risoluzione dell’Assemblea generale ONU del 24 febbraio 2026 che promuoveva un cessate il fuoco e una pace duratura in Ucraina.

Allo stesso tempo l’Italia e l’Unione europea non hanno interrotto la loro assistenza alla popolazione cubana. Nel 2026 la Ue ha aumentato a 16 milioni di euro i propri aiuti umanitari a Cuba, dando priorità all’assistenza sanitaria, agli aiuti alimentari d’emergenza e all’accesso all’acqua e all’energia. Attualmente sono in corso 12 iniziative della Cooperazione allo sviluppo italiana per un valore totale di circa 30 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 32 milioni di euro per la cooperazione delegata UE. Per il 2026 sono previsti ulteriori interventi: 250.000 euro al WFP per il sostegno nutrizionale ai gruppi vulnerabili, e 3,5 milioni di euro per il progetto di sviluppo rurale e sicurezza alimentare realizzato con la Fondazione Lavazza. A questi aiuti si sommano ulteriori aiuti di emergenza.”

Per prima cosa occorre notare che nel  comunicato non vengono mai menzionate le centinaia di sanzioni come un blocco che invece viene definito, secondo quanto sostenuto dagli Stati Uniti, un embargo. Poi l’Italia riconosce che le misure sanzionatorie non permettono le riforme, quindi sarebbe, secondo logica, auspicabile una sua revoca, ma noi ci asteniamo. Poi in modo contraddittorio il ministero scrive che, nonostante abbia premesso che è il blocco a impedire le riforme, se queste non arrivano è colpa del governo cubano.

Ovviamente si sostiene la tesi statunitense che tutto quello che accade sull’isola è da imputarsi alla negligenza e incapacità del governo di L’Avana e non è causa del blocco da loro imposto. 

Non poteva poi mancare il riferimento alla mancanza dei soliti diritti umani che sull’isola non sarebbero garantiti. Si usano un’altra volta le manifestazioni del 21 luglio 2021 come pretesto per sostenere che sull’isola ci siano delle persone incarcerate per aver manifestato il loro pensiero. Mi astengo da ogni commento dopo le manifestazioni avvenute negli ultimi giorni dalle nostre parti.

Insomma ci stiamo arrampicando sugli specchi per giustificare un’astensione che continuo a definire scandalosa e vergognosa figlia del solito servilismo agli Stati Uniti. 

Ma cosa ci dobbiamo aspettare da questo governo.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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