Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump

LA CINA FIRMA IL PIù GRANDE ACCORDO COMMERCIALE NONOSTANTE I CONTINUI ATTACCHI DI TRUMP.

Donald Trump intende rafforzare il giro di vite sulla Cina nelle sue ultime 10 settimane per cementare la sua eredità, rendendo politicamente insostenibile per l’amministrazione Biden cambiare il corso politico verso Pechino.
Il piano è quello di imporre sanzioni o restrizioni ad altre società, entità e dirigenti cinesi per complicità nella violazione dei diritti umani a Hong Kong e nei campi di lavoro nello Xinjiang, regione autonoma degli uiguri, o per minaccia alla sicurezza nazionale, rivela Axios citando alti dirigenti del governo.

Come è evidente si tratta di motivazioni di facciata. Fallito il tentativo di addossare a Pechino la responsabilità della pandemia, il presidente uscente sta sviluppando il suo delirio anticinese, sostenuto anche dalla becera destra nostrana. Purtroppo, come segnala il Sole 24 ore, “a cambiare lo stato delle relazioni tra le due superpotenze globali non sarà l’avvicendamento alla Casa Bianca”, anche se come scrive Richard Haass, su Foreign Affairs, l’Amministrazione Biden avrà bisogno di tempo per elaborare una politica completa. Quello che ci si può aspettare nell’immediato, è l’impegno a definirla in stretto coordinamento con gli alleati in Asia e in Europa: in questo modo otterrebbe un consenso più ampio e maggiori probabilità di successo rispetto alle spallate da solista di Donald Trump. Biden, scrive inoltre Haass, può tentare di avviare “un dialogo serio e strategico con Pechino, al fine di determinare temi di potenziale cooperazione, ad esempio sulla Corea del Nord e sui cambiamenti climatici, e di circoscrivere le aree di inevitabile disaccordo, o più realisticamente, forse, di limitare la possibilità che tali disaccordi sfocino in uno scontro”.

E tuttavia il permanere di un atteggiamento ostile alla Cina sarebbe prova di grande miopia politica e economica da parte di Biden, dopo che le Cina firma con 14 Paesi il più grande patto commerciale del pianeta cui aderiscono Corea e Giappone. L’Amministrazione Trump l’aveva ripudiato e nel vuoto lasciato, la Cina anni ha costruito la propria rete di relazioni economiche con la Regional Comprehensive Economic Partnership appena siglata. In base all’intesa, i Paesi contraenti abbasseranno le tariffe doganali e avvieranno il commercio di servizi internamente al blocco, consentendo ai prodotti d’esportazione di circolarvi senza dover rispettare specifiche procedure per ogni singolo Paese. Secondo alcune previsioni, l’accordo eliminerà il 90% delle tariffe sulle esportazioni tra le parti entro i prossimi 20 anni e migliorerà la circolazione di beni e servizi nella regione. Oltre a stabilire una serie di regole commerciali comuni, il RCEP andrà a coprire più ambiti commerciali ancora non regolati dagli accordi ad oggi disponibili tra i contraenti, quali l’e-commerce, le politiche di concorrenza e i diritti di proprietà intellettuale. Tuttavia, le questioni dei diritti del lavoro e della protezione ambientale non sono state menzionate nell’intesa.

Tra i Paesi che in Asia hanno risentito maggiormente della crisi causata dal coronavirus e che beneficeranno del nuovo accordo vi sono state l’Indonesia, la cui economia ha assistito alla prima recessione negli ultimi due decenni, ma anche le Filippine, che hanno subito un duro colpo, registrando una contrazione dell’economia dell’11,5% nel terzo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Secondo gli esperti citati dalla LUISS, l’accordo rafforzerebbe le ambizioni geopolitiche regionali della Cina per quanto riguarda lo sviluppo dell’iniziativa delle Nuove Vie della Seta e rappresenterebbe la definitiva uscita di scena degli USA dalle regole commerciali regionali in favore della Cina.

Sarà capace il neo presidente di lasciarsi alle spalle le intemperanze della campagna elettorale nella quale ha dato del “delinquente” a Xi Jinping e ha definito “genocidio” il programma cinese di detenzione e rieducazione degli uiguri nello Xinjiang?

Da parte sua Xi ha aspettato fino a venerdì 13 prima di fare le congratulazioni nei confronti del presidente eletto.

http://www.farodiroma.it/trump-continua-nel-suo-delirio-anticinese-ma-pechino-firma-con-14-paesi-il-piu-grande-patto-commerciale-del-pianeta/

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