L’ex sindaca di Milano Letizia Moratti

LE CONDANNE IN ITALIA FANNO CURRICULUM: LETIZIA MORATTI NUOVO ASSESSORE ALLA SANITA’ LOMBARDA

Rimpasto nella giunta regionale della Lombardia all’insegna di “nuove forze fresche per guardare con determinazione e ricominciare a correre con la stessa forza cui la regione aveva corso negli anni scorsi”, afferma Attilio Fontana durante la presentazione dei nuovi membri della giunta lombarda. 

Tra le nuove forze fresche spicca la forzista Letizia Moratti che nel suo curriculum può orgogliosamente fregiarsi di una condanna per danno erariale provocato alle casse del comune di Milano durante il suo mandato negli anni che vanno dal 2006 al 2011 assieme ad altri componenti della giunta comunale.

L’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, come riportava nel 2017 Milano Today,il suo vice Riccardo De Corato e altre venti persone tra ex assessori della sua giunta ed ex funzionari di Palazzo Marino dovranno risarcire il Comune di Milano con 1 milione e 82mila euro per la vicenda dei cosiddetti “incarichi d’oro”. 

La decisione è stata presa dalla sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei Conti che ha condannato in via definitiva l’ex primo cittadino milanese, i suoi assessori e alcuni dirigenti comunali a risarcire il danno erariale provocato alle casse di Palazzo Marino durante il loro mandato politico, compreso tra il 2006 e il 2011.

La Moratti era stata condannata a versare, da sola, un risarcimento pari a oltre 591mila euro. Secondo i giudici della Corte dei Conti, è colpevole di aver assegnato undici incarichi dirigenziali a soggetti esterni all’amministrazione milanese, provocando così un danno per le casse di Palazzo Marino pari a 1 milione e 889mila euro. Ma anche di aver istituito un ufficio stampa alle sue dirette dipendenze per un danno erariale complessivo di 887mila euro.

Per i giudici contabili, si legge nella sentenza, l’operato di Letizia Moratti avrebbe avuto “il connotato della grave colpevolezza, ravvisabile in uno scriteriato agire, improntato ad assoluto disinteresse dell’interesse pubblico alla legalità e alla economicità dell’espletamento della funzione di indirizzo politico-amministrativo spettante all’organo di vertice comunale”. I magistrati hanno confermato anche la “grave colpevolezza della condotta” per tutti gli assessori che allora votarono le delibere con cui furono conferite le consulenze d’oro.

Cosa dire, sembra proprio che nel nostro paese avere una condanna nell’esercizio di una funzione pubblica faccia curriculum tanto la memoria storica degli italiani non va oltre i tre giorni.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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