IL GOBERNO BRITANNICO STA RUBANDO L’ORO VENEZUELANO E FINANZIA UNA CAMPAGNA DI FAKE NEWS

Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha denunciato su Twitter la rozza ingerenza del governo del Regno Unito nei processi interni del paese sudamericano, attuata violando i diritti internazionali e la sovranità, finanziando piani segreti di destabilizzazione del governo di Caracas.
Arreaza allo stesso tempo ha lamentato il furto e il sequestro di oro venezuelano che il governo britannico ha eseguito contro la nazione, ostacolando l’acquisto dei medicinali necessari per affrontare il Covid-19, ed ha promesso: “presenteremo questa denuncia alle Nazioni Unite”.

I piani destabilizzanti includono tra l’altro il finanziamento di un programma fino a 250mila sterline (circa 340mila dollari) a settori del giornalismo per “influenzare le agende dei media locali e nazionali” in Venezuela. Inoltre viene sostenuto un programma di “promozione della democrazia” che il Ministero degli Esteri britannico sta finanziando attraverso la Westminster Foundation for Democracy. Dal 2016, ben 750.000 sterline o l’equivalente in dollari, cioè più di un milione, sono state sborsate in operazioni riservate inquadrate in quel programma, riporta il sito web Misión Verdad.

Uno dei leader del chavismo, il presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente e vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela, Diosdado Cabello, ha puntato recentemente il dito contro la Banca di Inghilterra intervenendo sul canale statale Venezolana de Televisión. Cabello ha denunciato il “furto” di una grande quantità di oro venezuelano da parte della banca britannica. “Ogni ladro sogna di essere derubato”, ha detto Cabello. “Temono che Maduro venderà l’oro per metterlo a suo nome. Siete dei ladri!”. Secondo Cabello, la mossa della banca britannica “fa parte della guerra dei poteri internazionali contro il Venezuela. […] È una guerra su tutti i fronti: politico, economico, finanziario e sociale. L’unico che manca è il fronte militare, ma ci hanno già provato il 4 novembre nell’Amazonio (dove sono stati uccisi militari venezuelani, ndr)”.

Il quotidiano inglese The Times ha pubblicato un report che certifica lo stop del rimpatrio di circa 14 tonnellate di oro venezuelano. La richiesta di rientro è stata respinta perché si teme “che il governo di Nicolás Maduro lo venda per beneficio personale”, per cui è stato chiesto formalmente a Caracas che siano chiarite le intenzioni di questo piano. Le 14 tonnellate di oro hanno un valore di circa 550 milioni di dollari e fanno parte delle riserve internazionali del Venezuela.

Per anni il Venezuela ha spostato riserve in oro della Banca Centrale venezuelana all’estero. Nel 2011 il presidente Hugo Chávez portò 160 tonnellate di oro ad alcune banche americane ed europee. Ora il governo venezuelano teme che queste riserve siano bloccate a causa delle sanzioni internazionali e da alcuni mesi sta cercando di rimpatriare tutto. Il 1° novembre gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro le “transazioni illecite” del governo di Maduro proprio sull’oro venezuelano. Con un decreto firmato dal presidente Donald Trump è stato vietato a cittadini americani di fare “transazioni fraudolente e corrotte” con l’oro venezuelano. Nel documento si spiega che la misura è giustificata “alla luce di azioni da parte del regime di Maduro e altri funzionari per togliere al popolo venezuelano le proprie ricchezze, degradare le infrastrutture del Paese e l’ambiente […] senza dare risposta alle necessità urgenti della gente”. Un furto legalizzato dalla Casa Bianca, insomma. https://www.farodiroma.it/il-governo-britannico-cerca-di-appropriarsi-delloro-venezuelano-e-finanzia-fake-news-e-iniziative-per-destabilizzare-caracas/

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