L’ex sindaca di Milano Letizia Moratti

LETIZIA MORATTI: ALLA LOMBARDIA PIU’ VACCINI PERCHE’ E’ IL MOTORE ECONOMICO DELL’ITALIA

Il neoassessore alla sanità lombarda Letizia Moratti in una lettera al commissario straordinario, Domenico Arcuri, ha chiesto di introdurre il Pil come uno dei criteri per la ripartizione delle dosi di vaccino anti-Covid. In seguito alle polemiche esplose è stato chiarito che il riferimento al Pil non è legato al al concetto di “ricchezza”, ma alla richiesta di una “accelerazione” in una Regione densamente popolata da imprese e cittadini che costituisce il motore del Paese, ha precisato l’assessorato.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza da parte sua, ha replicato lunedì sera in un post su Facebook per mettere in chiaro che le forniture di vaccini non avverranno distribuite in base al Pil regionale, perché tutti i cittadini ne hanno pari diritto. 

“Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”, ha specificato Speranza.

Ma nella richiesta della Moratti si legge che “Il concetto non è quello di dare più vaccini alle Regioni più ricche ma se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell’intero Paese”. 

Una brutta scivolata di stile o la visione che la Lombardia è una regione al di sopra delle altre perché la più produttiva d’Italia? 

In un certo senso quello auspicato da Letizia Moratti sta avvenendo a livello internazionale perché l’accesso ai vaccini, viste le quantità spropositate ordinate dai paesi del primo mondo, mette in serio pericolo le forniture ai paesi del terzo mondo.

Infatti i vaccini prodotti da Pfizer e Moderna non sono sufficienti neppure per garantire la fornitura ai nostri paesi, si veda la recente decisione della Pfizer, di non somministrare le dosi ordinate ai paesi europei. Solo i vaccini prodotti dai paesi non allineati come Russia e Cina garantiscono al momento la vaccinazione nei paesi del secondo e terzo mondo.

Quindi anche di fronte ad una pandemia che ha messo in ginocchio tutti i paesi del mondo nascere da una parte invece che dall’altra fa la differenza.

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