I DANNI ECONOMICI DEL SETTORE PETROLIFERO IN SIRIA AMMONTANO A 91,5 MILIARDI DI DOLLARI

Damasco, 3 feb (Prensa Latina) Il ministro siriano del petrolio Bassam Toumah ha rivelato che il valore delle perdite del settore degli idrocarburi a seguito della guerra ammonta a 91,5 miliardi di dollari.

“Di questa cifra, 19,3 miliardi di dollari sono perdite dirette e tre miliardi a seguito dei bombardamenti aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti contro gli impianti petroliferi siriani”, ha detto il ministro in una riunione plenaria del Parlamento.

Ha annunciato che Siria produce 14,4 milioni di metri cubi di gas al giorno, di cui 11 milioni vanno alle centrali elettriche del paese come fonte per generare elettricità.

Di quanto prodotto lo scorso anno, cioè 89000 barili di greggio al giorno, ben 80000 sono stati saccheggiati dalle milizie separatiste, Forze Democratiche Siriane, e dalle truppe di occupazione statunitensi.

Come risultato di questa situazione, circa 2.200.000 siriani non hanno ricevuto gasolio per il riscaldamento quest’anno a causa del blocco imposto dagli Stati Uniti e l’Unione Europea, che impedisce l’arrivo di greggio importato nei porti nazionali.

Siria ha prodotto prima dell’inizio della guerra nel 2011 più di 380.000 barili di greggio al giorno e, a causa dell’occupazione e degli atti terroristici, tale cifra è scesa a circa 25.000 barili, mentre il paese ha bisogno di più di 100.000 barili al giorno.

Il petrolio è la principale risorsa per riscaldare i siriani durante i mesi invernali, così come il carburante per i trasporti pubblici.

Gli impianti di idrocarburi in Siria hanno subito attacchi deliberati da parte delle truppe statunitensi e del gruppo terroristico dell’Isis, che hanno distrutto la maggior parte degli impianti di petrolio e di gas.

Traduzione di Ida Garberi per Prensa Latina

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