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L’AMMINISTRAZIONE BIDEN BOMBARDA LA SIRIA: IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha confermato ufficialmente la notizia dei recenti bombardamenti statunitensi sul territorio siriano. I bombardamenti sarebbero stati effettuati in risposta a precedenti attacchi subiti dalle forze di occupazione statunitense in Iraq.

La nuova amministrazione di Joe Biden tanto amata perché avrebbe tolto lo scettro del comando a Donald Trump a poco più di un mese dal suo insediamento conferma il detto che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Riguardo alla guerra in Siria sembra proprio che si allinei alle politiche inaugurate da Barak Obama, colui che del resto la aveva iniziata.

Il Pentagono ha affermato che le azioni sono state ordinate direttamente dal presidente in persona. “Sotto la direzione del presidente Biden, le forze militari statunitensi questa sera hanno condotto attacchi aerei contro gruppi nella Siria orientale. Questi attacchi sono stati autorizzati in risposta ai recenti attacchi contro il personale americano e della coalizione in Iraq, e alle continue minacce a quel personale”, si legge nel comunicato rilasciato dal Pentagono.

Stando alle dichiarazioni ufficiali diverse strutture che erano state utilizzate da gruppi militanti, come Kata’ib Hezbollah e Kata’ib Sayyid al-Shuhada, sono state distrutte. Gli attacchi statunitensi avrebbero causato almeno 17 morti, secondo quanto riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede nel Regno Unito. Il Pentagono ha sottolineato che l’attacco, descritto come una “risposta militare proporzionata”, è stato condotto “insieme a misure diplomatiche, compresa la consultazione con i partner della coalizione”. Quindi una grande azione diplomatica, non c’è che dire.

“L’operazione invia un messaggio inequivocabile: il presidente Biden agirà per proteggere il personale degli Stati Uniti e della coalizione. Allo stesso tempo, abbiamo agito in modo deliberato mirando a migliorare la situazione generale sia nella Siria orientale che in Iraq”, si legge nel comunicato. Che fosse un’azione deliberata non c’era bisogno di sottolinearlo, mi pare evidente.

L’attacco aereo ha seguito una serie di attacchi missilistici contro le strutture statunitensi in Iraq avvenuti all’inizio di febbraio. Funzionari iracheni hanno affermato che l’Iran era dietro gli attacchi, un’affermazione che Teheran ha respinto.

Gli attacchi missilistici sono iniziati la scorsa settimana. Il 15 febbraio, circa una dozzina di razzi hanno colpito la base aerea di Erbil nel Kurdistan iracheno, causando la morte di una persona e ferendone altre nove. La responsabilità dell’attacco sarebbe stata rivendicata da un gruppo militante sciita, Saraya Awliya al-Dam.

Il 22 febbraio, l’esercito iracheno ha affermato che diversi razzi hanno colpito la Green Zone nella capitale del paese, Baghdad, dove si trova l’ambasciata americana, senza causare vittime. Un altro attacco  ha danneggiato diversi edifici ad Al-Harithiya, un vicino quartiere residenziale.

Interessante la posizione del portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price il quale ha affermato che il   Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti stava indagando sugli attacchi e non aveva ancora verificato le responsabilità. Tuttavia, ha sottolineato che gli Stati Uniti “riterranno l’Iran responsabile delle azioni di coloro che, avendo un legame con Teheran, attaccano gli statunitensi”, sostenendo che i razzi usati negli attacchi erano “di fabbricazione iraniana” e “forniti dall’Iran”. Una posizione questa che rende inquietante la politica della nuova amministrazione Biden considerata da molti moderata.

Nelle scorse ore la Russia ha condannato gli attacchi aerei di Washington sulla Siria orientale portato nelle scorse ore contro delle milizie ritenute vicine alla Repubblica Islamica iraniana, riporta Sputnik.

Mosca, tramite una fonte del Ministero degli Esteri, ha confermato a Sputnik di considerare tale atto come una violazione del diritto internazionale, 

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una conferenza stampa ha dichiarato che “Secondo alcuni rapporti, gli Stati Uniti non lasceranno mai la Siria e Mosca ha intenzione di chiarire tale questione con Washington”.

“Abbiamo recentemente appreso diverse informazioni da svariate fonti. Vogliamo chiedere direttamente agli americani se stanno prendendo una decisione di non lasciare mai la Siria, anche fino al punto di arrivare a distruggere questo Paese. Abbiamo canali di comunicazione con gli americani, attraverso la linea per il deconflicting”, continua Lavrov.

Anche da Pechino arriva un messaggio di condanna per i recenti attacchi statunitensi in Siria. Il governo cinese chiede agli Stati Uniti di rispettare la sovranità del paese arabo.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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