Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden

JOE BIDEN: “PUTIN E’ UN ASSASSINO E NE PAGHERA’ LE CONSEGUENZE”

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha definito in un’intervista televisiva il suo omologo russo Vladimir Putin un assassino.

Si può parlare di demenza senile o di pazzia? Io credo proprio di no altrimenti saremmo davvero arrivati al capolinea.

Joe Biden ha definito Vladimir Putin un assassino ed ha persino rincarato la dose affermando che ne pagherà le conseguenze. Pagherà le conseguenze di cosa? Putin chi avrebbe ammazzato? E perché’ Non è al momento dato sapere perché le accuse sono chiaramente gratuite e non basate su alcuna prova. Ma proviamo ad ipotizzare. Il Partito Democratico, di cui Biden è il suo rappresentante più illustre, ha da tempo un conto aperto con il presidente russo e con la Russia in generale. Il conto si apre quattro anni fa quando la oramai sicura vincitrice delle elezioni Hilary Clinton a sorpresa fu sconfitta da Donald Trump.

Sconfitta che i democratici non hanno mai digerito perché ha scompigliato tutti i loro piani che prevedevano di entrare alla Casa Bianca in pompa magna. Siccome tutti i sondaggi pre elettorali davano la Clinton vincitrice i democratici ci avevano fatto la bocca, arrivare al conteggio dei grandi elettori e accorgersi che avevano perso a dispetto dei sondaggi non deve essere stato facile. Subito si gridò al complotto internazionale. Complotto sostenuto ovviamente da tutti i grandi mezzi di informazione che da buoni cagnolini non rifiutano mai l’osso proposto dallo Zio Sam. Chi stava dietro al complotto? Ma la Russia naturalmente. Quale cosa migliore era non rispolverare il vecchio e sempre verde complotto proveniente dalla Russia, in fondo i complotti russi avevano accompagnato la politica statunitense per cinquanta anni durante la guerra fredda.

Inchieste su inchieste per cercare qualcosa che potesse imputare alla Russia di Putin un’interferenza nelle elezioni hanno costellato l’intera presidenza di Donald Trump, accusato di combutta con il nemico. Ma niente è venuto fuori.

Adesso il paladino del cambio della politica statunitense, Joe Biden, tanto per non cambiare registro in politica estera imputa a Putin ed alla Russia di aver influenzato le ultime elezioni. A questo punto Alcune domande ce le dobbiamo fare altrimenti siamo proprio scemi: ma le elezioni non le ha vinte lui? A quale interferenza russa si riferisce? E poi se i russi hanno interferito nelle elezioni allora è si sta dando la zappa sui piedi?

Proprio rispondendo a queste banali domande ci rendiamo conto che le esternazioni di Biden non sono causa della demenza senile o della pazzia ma fanno parte di un gioco geopolitico molto più grande. Infatti assieme alla Russia nella presunta ingerenza nelle ultime elezioni appaiono miracolosamente altri paesi non del tutto amici degli Stati Uniti: Cina, Iran, Venezuela e l’immancabile Cuba. Cinque nazioni che stanno tramando contro il paese a stelle strisce. La paranoia statunitense ha raggiunto livelli preoccupanti che potrebbero portarci in un tunnel da cui potrebbe essere difficile uscire.

Ma Joe Biden non doveva dare un taglio netto alla politica portata avanti dal suo predecessore? Almeno questo ci hanno fatto credere per interi mesi prima delle elezioni. Qualcuno stava sbagliando o stava facendo il gioco dei democratici. In fondo apparire come riformisti prima delle elezioni è un gioco oramai vecchio a cui possono credere solo i soliti creduloni o color che stanno al gioco per non affondare.

Attaccare invece chi sta cercando di creare con successo un mondo multipolare fa parte della politica degli Stati Uniti. Non importa chi occupi la Casa Bianca, repubblicani o democratici,  la politica verso i paesi che cercano di costruire un proprio spazio di sovranità nazionale e di influenza regionale vanno stroncati senza alternativa. Ecco allora che le esternazioni di questi giorni di un presidente che potrebbe essere preso per pazzo hanno una loro logica: attaccare da tutti i punti possibili la ascesa di paesi come la Russia, la Cina e l’Iran che piano piano stanno intaccando il monopolio egemonico statunitense. E Cuba ed il Venezuela perché stanno in questa lista? Sono paesi comunisti e quindi da combattere sempre e comunque. 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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