Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden

La Spy story russa è utile a Draghi per prostrarsi a Biden. Come il voto contro Cuba e i paesi massacrati dalle illegali sanzioni USA

“Stava vendendo segreti militari della Nato. Roba da 007. Prezzo: cinquemila euro, che al massimo ci compri uno scooter. Boh, sarà la crisi. Fra l’altro li hanno beccati a Spinaceto, non proprio un posto da James Bond. E poi, dicono gli americani, non era nemmeno roba importante”, ha sintetizzato con la solita verve Mattia Feltri sulla Stampa. “Per come si è sviluppato e per le mie conoscenze del servizio segreto russo, in particolare del Gru, si tratta di un caso classico. Quello che mi meraviglia è perché si sia dato questo clamore al caso. Potrebbe trattarsi della solita, banale lingua lunga di qualche nostro funzionario che parla con la stampa, però mi sembra strano, perché conosco quelli che lavorano in quel settore e non hanno la lingua lunga”, ha commentato il generale Mario Mori storico capo del Ros e del Sisde ad AdnKronos. Per l’ex ufficiale dei carabinieri la grande pubblicità data alla vicenda sui media italiani è stata una scelta politica: “una valutazione che deve aver fatto l’organo di governo”.

Del resto le due espulsioni dei russi arrivano in un momento delicatissimo anche per la rumorosa offensiva di influenza russa sul vaccino Sputnik, e in una fase militare complessa. Proprio lunedì, aerei da combattimento italiani sono stati coinvolti in un’operazione Nato per intercettare aerei russi sul Mar Baltico.
Della presunta vendita di documenti da parte dell’ufficiale della Marina italiana, “se ne è fatto un mezzo pandemonio – dice Giorgio Cuzzelli, docente di Sicurezza internazionale all’Orientale di Napoli – per spiegare ai russi da che parte stiamo, cioè con gli americani, e dunque non pensino di scorrazzare in Italia e fare come credono. E infatti il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha gonfiato i bicipiti: ha espulso due funzionari russi e convocato l’ambasciatore per cantargliene quattro”.

L’espressione “scarrozzare in Italia” era stata utilizzata l’anno scorso da un campione del giornalismo atlantista, Jacopo Iacoboni, che sulla Stampa aveva demonizzato la missione dei sanitari russi, per la maggior parte militari, che erano arrivati in Italia con aereo cargo e mezzi blindati per sanificare le RSA lombarde dove nessun altro voleva entrare per il grado di infestazione letale che avevano raggiunto.

“Ciò che rileva dell”atto ostile’ russo, come lo definisce il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, è l’immediata pubblicità data all’operazione di controspionaggio. Appena informato sull’esito dell’operazione da Franco Gabrielli, sottosegretario con delega ai Servizi, e dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, Mario Draghi ha voluto che l’arresto del militare italiano e il fermo del diplomatico russo venissero comunicati immediatamente ai presidenti delle commissioni Difesa ed Esteri e al Copasir. E che Di Maio ne chiedesse conto all’ambasciatore russo a Roma”, spiega il Messaggero. E resta poco da aggiungere: il nuovo governo ha una sola certezza e una missione suprema, prostrarsi a Washington. “L’eccellente lavoro di Aisi e Ros”, sottolinea ancora il Messaggero, diventa quindi “l’occasione per ribadire il perimetro di alleanze dentro il quale si muove la politica estera del governo Draghi. Un perimetro saltato con la maggioranza gialloverde del Conte-1 – perennemente oscillante tra Russia e Cina, irridente dell’Europa e della Nato – e rimasto sospeso con il Conte-2 dove non solo si salutarono come «eroi» i medici russi giunti da Mosca in piena pandemia, ma si permise una scorribanda di mezzi russi da Pratica di Mare a Bergamo concordata via telefono da Giuseppe Conte con Vladimir Putin”.

Ecco la cornice nella quale purtroppo va inquadrato anche il voto italiano a favore delle sanzioni (assolutamente illegali) in sede di Comitato per i diritti umani dell’ONU. “Diversi osservatori, analisti, politici e giornalisti, si sono affannati – osserva l’Antidiplomatico – nel voler smentire il fatto che l’Italia abbia votato contro Cuba. Un vano tentativo di voler salvare (parzialmente) la faccia all’Italia che così avrebbe voltato clamorosamente le spalle a uno di quei paesi, Cuba, che allo scoppio della prima ondata di Covid non aveva esitato a inviare i propri medici per portare aiuto in quelle zone più colpite dall’epidemia come Lombardia e Piemonte.
Il voto dell’Italia non era per mantenere le sanzioni contro Cuba. Vero, il voto italiano è stato ancor più grave proprio perché non è solo contro il popolo di Cuba ma di tutti quelli che, in una fase di pandemia mondiale, sono costretti a fronteggiare problemi enormi perché privi di beni di prima necessità come medicinali, vaccini e presidi sanitari per le barbarie di Stati Uniti e Unione Europea che applicano misure – è bene ricordarlo – contrarie al diritto internazionale”.

“Quindi – rileva la testata on line – non solo non è una fake news ma è una notizia parziale, nel senso che la vergogna dell’Italia non riguarda solo il voltafaccia al popolo cubano – certamente più grave per il sostegno dato al nostro paese nell’’ora più buia’ dai medici dell’isola caraibica – ma anche a quello venezuelano, siriano, iraniano e tutti coloro che soffrono per le criminali e illegali embarghi imposti da Usa e Unione Europea”.

E’ l’atlantismo, un’alleanza contro natura per paesi con grande tradizione giuridica come il nostro, la causa di molti mali nel mondo di oggi, spinto nuovamente alla guerra fredda dall’irresponsabile nuova amministrazione USA. E fa pendant con l’incidente degli ufficiali fermati con pochi spiccioli a Spinaceto (pensa un po’) la ben più congrua svendita dell’onorabilità di questo paese per salvare con Aspi (evidentemente responsabile dei morti del Ponte Morandi) il patrimonio dei Benetton (e della loro Atlantia, guarda la coincidenza).
Mentre il PD, correo dei turpi accordi atlantisti (a cominciare dai bombardamenti Nato su Belgrado) ha piazzato un suo esponente, Claudio De Vincenti, a Aeroporti di Roma (Adr). A indicarlo è stato l’azionista di maggioranza Atlantia (95,9%) che oltre ad essere la concessionaria di Autostrade per l’Italia attraverso Aspi, è anche la concessionaria dell’aeroporto di Fiumicino e l’aeroporto di Ciampino attraverso appunto Adr. De Vincenti andrà a sostituire lo scomparso Antonio Catricalà. La scelta non è di sicuro casuale. E rappresenta ancora una volta gli ottimi rapporti coltivati negli ultimi vent’ anni dai Benetton con il centrosinistra, dal neo segretario del Pd Enrico Letta fino a un grand commis di Stato come De Vincenti, negli anni ’90 consulente economico dei governi di Massimo D’Alema e Giuliano Amato.

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https://www.farodiroma.it/la-risibile-spy-story-russa-e-utile-al-governo-draghi-per-prostrarsi-a-washington-esattamente-come-il-voto-contro-cuba-e-gli-altri-paesi-massacrati-dalle-illegali-sanzioni-usa/

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